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All’avanguardia con gli screening: in prima linea sulla prevenzione oncologica, sempre

Grazie a un’azione decisa della Regione Lazio i test effettuati dai cittadini nei programmi di screening per i tumori alla mammella, alla cervice uterina e al colon retto sono in netto aumento. Stiamo facendo enormi passi avanti, la prevenzione è l’arma più potente che abbiamo contro il tumore, un pilastro fondamentale della nuova sanità del Lazio


Cosa abbiamo trovato:

Nel Lazio prima non c’era attenzione alla prevenzione oncologica o non c’era in queste forme, ma adesso c’è: è possibile perché stiamo cambiando la sanità e aver raddoppiato il numero delle lettere inviate alle persone per invitarle a partecipare ai programmi di screening è il più potente strumento che si possa mettere in campo per salvare la vita dei cittadini.

 

Cosa abbiamo fatto:

Il Lazio più forte nella prevenzione e nella lotta ai tumori. La prevenzione è l’arma più potente che abbiamo contro il tumore, un pilastro fondamentale della nuova sanità del Lazio. Tutti dobbiamo imparare a fare prevenzione, è importante e salva la vita. Grazie a un’azione decisa della Regione Lazio i test effettuati dai cittadini nei programmi di screening per i tumori alla mammella, alla cervice uterina e al colon retto sono in netto aumento. Stiamo facendo enormi passi avanti sui livelli essenziali di assistenza (Lea) sugli screening di prevenzione e sulle reti di cura.

  • lo screening per la prevenzione dei tumori della mammella (donne nella fascia di età 50-69 anni), esteso fino a 74 anni per le donne che scelgono accesso spontaneo
  • lo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero (donne nella fascia di età 25-64 anni)
  • lo screening per la prevenzione dei tumori del colon retto (uomini e donne nella fascia di età 50-74 anni)

In questi anni abbiamo fatto tanti passi avanti:

  • + 40% di mammografie negli ultimi 3 anni, e aumenta anche la percentuale di tumori alla mammella scoperti e operati, salita, in questi tre anni, del 68%. Questo vuol dire che, grazie alla campagna di screening e all’accesso diretto (senza liste d’attesa) nel 2016 abbiamo nel Lazio abbiamo garantito la mammografia di screening a 142.039 donne in età target. E ciò ha significato che nel 2016 a quasi mille donne hanno scoperto di avere un tumore alla mammella e quindi sono state prese in carico dalle strutture regionali di riferimento.
  • dati positivi su tutte le patologie oncologiche, il tutto grazie all’aumento degli inviti e delle adesioni ai programmi di screening. In particolare, per quanto riguarda la cervice uterina si passa dai 332 casi diagnosticati nel 2013 ai 417 del 2016. Per quanto riguarda gli screening del colon retto si passa invece dai 243 casi diagnosticati nel 2013 ai 491 del 2016. Un successo che è anche il risultato delle politiche messe in campo in questi anni nella lotta ai tumori.
  • ‘Ottobre rosa’ e la prevenzione. Durante tutto il mese di ottobre ogni anno l’offerta della mammografia di screening della Regione Lazio viene ampliata anche alle donne che non rientrano nei percorsi organizzati. Oltre ai centri di screening ci sono 45 strutture sanitarie che hanno aderito all’iniziativa per effettuare mammografie di prevenzione. Il Lazio è stata una delle prime regioni a recepire la direttiva del ministero della salute sui centri di senologia e ha già avviato il modello organizzativo di Breast Unit per assicurare la multidisciplinarietà dell’assistenza in una patologia così delicata.

La prevenzione è un pilastro fondamentale della nuova sanità del Lazio, per la salute delle persone e per il buon funzionamento del sistema sanitario: i percorsi di screening e la diagnosi precoce sono indispensabili per contrastare il rischio e le conseguenze della malattia e costituiscono, inoltre, un elemento di buon governo e di risparmio per il sistema sanitario.