21/06/2018

Contro le mafie sempre: da beni confiscati a beni comuni. Il nostro impegno

Siamo in prima linea per rilanciare il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata: è un valore culturale, etico ed educativo che abbiamo il dovere di farlo con forza. È così che si combattono le mafie, riaffermando la presenza dello Stato e creando in quei luoghi spazi nuovi per le persone e per farle sentire meno sole


In questi anni non abbiamo arretrato di un centimetro davanti alle mafie e al malaffare. Lo abbiamo fatto in tanti modi, anche restituendo ai cittadini e alla comunità i beni confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata.

Ecco qualche esempio:

  • La villa Casamonica alla Romanina a un’Associazione di genitori di soggetti autistici. La villa unifamiliare si trova in via Roccabernarda a Roma ed è stata sgomberata dalla Questura di Roma il 21 febbraio 2017. È  passata subito al patrimonio della Regione Lazio che ha così potuto emanare il bando pubblico di assegnazione rivolto ad associazioni e cooperative sociali. Il bando della Regione Lazio è stato vinto dall’Angsa – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici del Lazio.
  • Un giardino della legalità in un’altra villa alla Romanina. Abbiamo stanziato 200 mila euro per abbatterla, trasformarla in giardino e darla al comitato di quartiere. Queste scelte si inseriscono in un programma che ha già finanziato 11 beni confiscati restituiti agli enti locali.
  • Un centro culturale aperto al quartiere nell’ex bisca confiscata alla criminalità ad Ostia: è la prima volta in Italia che una sala giochi sequestrata alla criminalità organizzata diventa luogo di prevenzione dal gioco di azzardo. Ora qui partirà un laboratorio rivolto ai giovani per istruirli sul fenomeno del gioco d’azzardo ed aiutarli a riconoscere i meccanismi che conducono alla patologia da gioco.
  • Il nuovo polo per lo sport e la coesione sociale in un bene sequestrato, sempre ad Ostia. Questo è un territorio che ha subito pesantemente l’infiltrazione mafiosa, il che significa sottrazione di beni comuni, spazi e opportunità a persone e imprese. La struttura viene data in gestione all’Opab “Asilo Savoia” e verrà utilizzata per ridurre attraverso lo sport le condizioni di disagio e l’emarginazione. Pensando soprattutto ai giovani.
  • Il nuovo centro per le donne vittime di violenza in un villino sequestrato a Magliana. Il villino sequestrato alla Magliana, a Roma, apparteneva a una trafficante internazionale di droga, diventerà un centro per donne vittime di violenza o che hanno bisogno di essere tutelate.
  • La ristrutturazione dei beni confiscati. Un bando pubblico per finanziare la ristrutturazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di favorirne il riutilizzo e la fruizione sociale. Abbiamo finanziato la ristrutturazione di 11 beni confiscati affidati a 10 enti locali: i comuni di Amaseno, Cisterna di Latina, Formello, Marino, Monterotondo, Pomezia, Pontinia, Sermoneta, Terracina e l’VIII Municipio di Roma Capitale e a una Onlus, la cooperativa sociale Fattorie solidali di Viterbo.
  • L’affidamento terreni confiscati a istituti agrari, che prevede convenzioni con i Comuni di Latina, Priverno e Spigno Saturnia e con i rispettivi Istituti tecnici agrari cittadini. Le scuole riceveranno in concessione i terreni a uso agricolo da utilizzare per l’attività didattica. La Regione, oltre all’assegnazione dei terreni, provvederà a finanziare i costi di bonifica e le spese per l’attivazione dei laboratori didattici.
  • Nel 2019 rifinanzieremo associazioni, comuni, cittadini, che associandosi vogliono prendere in gestione beni confiscati, perché nessuno lo dimentichi: le mafie chiudono spazi di libertà e noi li vogliamo riaprire nel Lazio, insieme ai cittadini e ai Comuni, che ci mettono l’anima come noi: nel prossimo bilancio regionale sarà impegnato 1 milione di euro
    per il 2019 per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.