23/08/2018

Il passo di Zingaretti per guidare il Pd. «Corro chiunque sia l’avversario»

Nicola Zingaretti lancerà ufficialmente la sua candidatura al prossimo congresso del Partito democratico. E lo farà con un manifesto-appello, in cui ci saranno le prime tracce della piattaforma con cui si misurerà alla corsa per la leadership del partito.  E poi c’è un tour, con tappe in giro per l’Italia fissate soprattutto nei fine settimana, che avrà come «data zero» l’incontro di sabato alla festa dell’Unità di Reggio Emilia, a cui seguirà quello alla festa nazionale di Ravenna


di Tommaso Labate, Corriere della Sera, 23 agosto 2018

«Il Pd va rivoluzionato tutto, dobbiamo cambiare radicalmente. Bisogna tenere dentro tutti i nostri, certo. Ma se non allarghiamo, se non apriamo, non potremmo essere all’altezza della sfida che ci attende». L’ora X è praticamente fissata. Magari già questo weekend, forse all’inizio della prossima settimana, senz’altro «entro la fine del mese» – come ripete al telefono durante i costanti contatti coi fedelissimi rimasti a presidiare il territorio a Roma – Nicola Zingaretti lancerà ufficialmente la sua candidatura al prossimo congresso del Partito democratico. E lo farà con un manifesto-appello, in cui ci saranno le prime tracce della piattaforma con cui si misurerà alla corsa per la leadership del partito. Il documento, raccontano i suoi, va interpretato come «una bozza di partenza» rispetto a quello che sarà il suo programma finale. Il resto — suggerimenti, idee, spunti, consigli — arriverà da una community anche virtuale che il governatore del Lazio ha intenzione di radunare attorno a un sito internet nuovo di zecca, creato ad hoc per la campagna congressuale, su cui un pacchetto di mischia di grafici ed esperti web è già al lavoro da giorni.

Fare “il passo”. Il conto alla rovescia finale è iniziato. Zingaretti, nelle ultime settimane, ha mantenuto un profilo bassissimo. All’inizio per ragioni interne, per cercare di capire se la melina di una parte dei renziani avrebbe portato a un rallentamento del percorso congressuale fissato nell’ultima assemblea. Negli ultimi giorni, invece, perché una tragedia come quella di Genova gli ha imposto di non confondere il piano istituzionale (ha messo a disposizione le strutture della Protezione civile del Lazio) con quello di partito. Adesso, garantito dall’ennesima promessa pubblica messa a verbale da Maurizio Martina sul congresso che si terrà «entro le Europee», Zingaretti fa «il passo». Il documento-appello servirà a perimetrare il confine dei suoi sostenitori (nel Pd e ma soprattutto nella società civile e tra gli amministratori locali) e soprattutto quello dei possibili avversari. In poche parole, anche a capire se Matteo Renzi sarà in prima persona della partita. Circostanza che comunque, dice in privato il governatore, «non cambierà nulla, visto che io sono in campo e mi misurerò da candidato alla segreteria contro qualsiasi avversario».
“Allargare gli orizzonti”. E poi c’è un tour, con tappe in giro per l’Italia fissate soprattutto nei fine settimana, che avrà come «data zero» l’incontro di sabato alla festa dell’Unità di Reggio Emilia, a cui seguirà quello alla festa nazionale di Ravenna. Quindi Zingaretti farà tappa, come pure Paolo Gentiloni, alla festa di Area democratica a Cortona. Sarà evidente, probabilmente in quel passaggio, il sostegno alla sua candidatura della corrente dell’ex ministro Dario Franceschini e forse anche quello dell’ex premier. Tutti atout ben accetti da giocare sul tavolo del congresso, certo. Anche se, nella cerchia zingarettiana, insistono sempre sullo stesso punto: «Il Pd vincerà la sua sfida solo allargando i suoi orizzonti». La rimonta sui sondaggi di M5S e Lega, in questa fase, sembra un’impresa impossibile. E l’obiettivo fissato non è tanto, o non solo, tenere botta alle Europee. Ma non perdere regioni come Toscana, Emilia Romagna e Piemonte e comuni come Bologna e Firenze, tutti al voto nel 2019, quando il Pd avrà un nuovo leader.