12/07/2018

A Santa Severa l’ostello baciato dal mare

Un articolo che ripercorre la storia del Castello di Santa Severa, il gioiello a picco sul mare che era chiuso da anni e che abbiamo riaperto al pubblico: dall’ostello al museo, alla realtà aumentata. Il tutto godendo della vista mozzafiato su quello che fu il porto etrusco di Pyrgi


di Simone Canettieri, Il Messaggero, 12 luglio 2018

LA DIMORA

Se ci fosse stato ai tempi di Dino Risi, forse non avremmo avuto “Il Sorpasso”. Perché Bruno Cortona (Vittorio Gassman) e Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant) svuotandosi le tasche, si sarebbero fermati quasi subito, appena imboccata l’Aurelia. Proprio qui, in quello che è considerato l’ostello più bello d’Europa: il Castello di Santa Severa, cinquanta chilometri da Roma, dando gas verso Nord, comune di Santa Marinella.

I CLIENTI

Un piccolo, grande esempio di strano ma vero: 14 stanze per un massimo di 42 ospiti, una media di 30 euro a persona per notte, bagni in tutte le camere, vista mozzafiato in quello che fu il porto etrusco di Pyrgi, apertissimo, per fortuna della storia. Tutta l’epica leggermente scalcagnata dell’ostello come soluzione «a buon mercato ma, ragazzi, bisogna arrangiarsi se ti trovi il vicino che russa» rimane fuori da questo piccolo gioiello. Si possono prenotare singole, doppie, triple e quadruple, senza obbligo di condivisione. Da quando il “castello baciato dal mare” è sbarcato su Booking e sui portali del grande turismo on line le prenotazioni hanno iniziato a fioccare, e fino a settembre bisognerà essere molto fortunati, per aprire le finestre e dire: «E qui saremmo vicino a Roma?».

I giovani, le coppie, le famiglie. Ma anche i russi e gli inglesi stanno scoprendo il lusso di dormire in una cartolina (o visti tempi in una foto da Instagram) che finirà presto nelle mitiche classifiche del web. È il posto a fare la differenza: il fascino di un castello medievale turrito, con cinque musei da visitare, aggettante sul mare. Camere semplici ma rifinite, con travi a vista e sguardo sul Tirreno. Ambienti molto puliti.

IL SURF

Una notte qui significa chiudere gli occhi accarezzati dalle onde e svegliarsi con un blu che ti fa capolino da dentro la finestra o dal terrazzo. La mattina è solo mare con spazio per gli amanti di surf e affini, viste le correnti importanti che soffiano ma anche ristorantini sulla spiaggia, calpestati da Francesco Totti con una certa frequenza (pare che una notte di tanti anni fa il Capitano, con il castello sullo sfondo già noto per il “mocciano” Tre metri sopra il cielo, abbia chiesto qui la mano a Ilary: come andò a finire si sa).

Ah, tutto il complesso è pubblico, della Regione Lazio, e sembra una storia poco italiana. Otto anni fa lo stavano per alienare (sarebbe diventato un resort a 5 stelle), poi le rivolte (questa è zona di maremmani, gente decisa dai modi spicci) e la svolta.

La giunta Zingaretti ha prima aperto tutto il castello, poi lo ha dato in gestione alla società in house Lazio-Crea e sono partiti i lavori. Racconta il responsabile Danilo Grossi: «Mettere insieme tutti gli enti coinvolti, dal Mibact al comune, è stata un’impresa: ma ce l’abbiamo fatta». L’ostello è stato realizzato al primo piano, nell’edificio che delimita la corte interna dove si affaccia la Rocca, mentre al piano terra ci sono la Sala della Legnaia e la reception, animata da un personale giovane e 2.0. Si può passare mezza giornata tra musei (del mare, del territorio, delle arti e dei mestieri) o visitare la torre Saracena.

L’ENEIDE

Assolutamente da non perdere l’angolo dedicato alla realtà aumentata: un viaggio all’indietro fino ai Fenici. Frequentata da mercanti greci e fenici, Pyrgi fu la sede di un celebre santuario sacro alla dea Uni (assimilata alla fenicia Astarte). La città è anche citata da Virgilio nell’Eneide. Per chi non riuscirà a trovare pernottamento, c’è comunque una consolazione: il cartellone estivo promette notti piccolissime e divertenti. Da Valerio Manfredi a Renzo Arbore, e poi teatro e musica. Nel libro delle presenze, una ragazza di Roma ha scritto in bella calligrafia: se tutti usassimo questa cura per il nostro patrimonio storico, l’Italia sarebbe ancora più bella. Da mille e una notte. Come questo castello.