20/11/2018

Cinque proposte per un’Italia più verde

Il Governo gialloverde non ha un progetto di sviluppo. Per questo è importante costruire un'alternativa. Per cambiare l'Italia, bisogna cambiare la sua economia. Non con piccoli aggiustamenti, ma con trasformazioni radicali, per produrre più equità e più crescita. La sostenibilità sociale e ambientale è la via maestra per costruire un nuovo modello di sviluppo. Propongo cinque azioni, cinque passi concreti per avviare subito un New Deal verde per l'Italia


L’Italia gialloverde non ha una bussola, non ha un progetto di sviluppo e non ha una meta. Per questo la fiducia crolla. Assieme a una battaglia quotidiana contro questa maggioranza, è importante iniziare a costruire un’alternativa.

Per cambiare l’Italia, bisogna cambiare la sua economia. Non con piccoli aggiustamenti, ma con trasformazioni radicali, per produrre più equità e più crescita. La sostenibilità sociale e ambientale è la via maestra per costruire un nuovo modello di sviluppo alternativo a quello basato sulla distruzione delle risorse naturali (abbiamo ancora negli occhi il disastro delle migliaia di alberi schiantati in Trentino e in Veneto), garantisca alle nuove generazioni un futuro più giusto, e restituisca un’economia più competitiva perché a misura d’uomo. La cultura ambientale va intesa infatti come impegno per preservare l’ambiente e le risorse naturali, e insieme come azione utile e necessaria anche dal punto di vista sociale, perché vuol dire lavorare per città e territori più vivibili, più aperti e più coesi.

Su questi obiettivi deve fondarsi quella che ho chiamato “economia giusta”: una nuova piattaforma che coniughi il tema della crescita e dell’eguaglianza all’interno di un ripensamento del capitalismo, che con le sue contraddizioni e le sue crisi ha messo in discussione, nelle società occidentali e avanzate, le prospettive di benessere e di progresso. Questo è vero soprattutto in Italia, tra i paesi più diseguali e meno innovativi. L’economia giusta è una nuova missione da dare al PD, come impulso fondamentale al miglioramento delle condizioni materiali di vita della maggioranza dei cittadini e dell’ambiente in cui essi vivono. In questa prospettiva, condividiamo e sosteniamo la proposta dell’ASViS di inserire il principio dello sviluppo sostenibile nella Costituzione, così come hanno fatto il Belgio, la Francia, la Norvegia e la Svizzera.

Il tema dell’economia sostenibile si lega a quello della qualità urbana, alla valorizzazione delle aree naturali protette o alla rivitalizzazione delle aree interne e rurali, alla rigenerazione del patrimonio dei piccoli comuni. Un’economia giusta e sostenibile rappresenta – specie per un Paese come l’Italia – anche la più importante e solida opportunità di sviluppo e per la creazione di lavoro buono, perché mette in gioco le energie migliori del Paese, le sue intelligenze, l’utilizzo consapevole delle risorse naturali, le imprese a più alto tasso d’innovazione

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