23/09/2019

Ora combattiamo insieme per l’Italia del futuro

Dobbiamo combattere per l'Italia del futuro, serve una nuova agenda che rimetta al centro le persone, contro l'odio e contro la destra. Faremo scelte straordinarie perché al cambiamento del governo corrisponda una rinascita della società e una nuova forma di democrazia. C’è un nuovo Pd da costruire


Oggi la direzione nazionale del PD. 

Vorrei chiarire che non c’è stato un istante degli ultimi venti giorni nel quale ho vissuto la scissione come un elemento positivo o come un elemento di liberazione da un problema. Ho fatto della tensione unitaria la cifra di questa segreteria e così  intendo andare avanti. Ovviamente reputo sbagliata questa scelta di Renzi, e tra i motivi c’è il fatto che di fronte all’enormità dei problemi è sbagliata e antiquata la divisione dei compiti: semmai serve più Pd come cuore pulsante delle culture, per un di più di innovazione.

Dobbiamo combattere, serve una nuova agenda che rimetta al centro le persone.  Dobbiamo sapere che il rischio della forza della destra non sono solo le politiche diverse dalle nostre ma la sostituzione dell’idea stessa di democrazia liberale. Salvini è il volto italiano di processi globali profondi. Solo un grande partito italiano può combattere e resistere al populismo. È in questa fase che si misura la capacità delle democrazie occidentali di risolvere i problemi delle persone. Ma concretamente, non dimostrandolo nei documenti.

Siamo noi l’alternativa al governo dell’odio. Vedo i rischi del populismo di opposizione ma vedo l’opportunità di rappresentare l’esistenza di una proposta diversa. Anche per questo è importante che tutti i dirigenti del Pd vadano nelle piazze e nelle strade per le giornate del tesseramento dal 3 al 6 ottobre, non è un appuntamento da sottovalutare.

Combattere per l’Italia del futuro e  garantire un’alternativa. Eravamo in una condizione di marginalità. Convivono rischi e opportunità in quello che abbiamo determinato. Bisogna combattere raccontando anche l’Italia futura e quello che l’Italia poteva essere. Va presa la misura nel rapporto con i 5 Stelle: noi non dobbiamo fotografare le differenze e utilizzarle per raccattare voti come faceva la Lega.  In ogni realtà dobbiamo verificare la possibilità di allargare il nostro campo. I rischi ci sono tutti, ma vedo anche tutte le opportunità. Se lavoreremo bene le opportunità sono in come intendiamo il governo, costruendo una fiducia sul futuro degli italiani e delle italiane. Guai, ora che governiamo il Paese, ad abbassare la guardia sulle difficoltà che gli italiani stanno vivendo.

Dobbiamo aprire una fase nuova e un nuovo progetto politico che coinvolga tutti, incluse le minoranze: “Le mozioni congressuali che si sono confrontate sei mesi fa si interrogavano su come costruire un’alternativa ai gialloverdi. Ora questo scenario è stato superato in positivo. Siamo proiettati in un’altra fase. È ovvio che dobbiamo ricostruire una proposta politica. Dobbiamo costruire e riverificare un progetto politico adeguato ai mesi che ci attendono, e per fare questo c’è  bisogno non di meno, ma ancora di più di un partito a vocazione maggioritaria. Avremo bisogno non solo delle minoranze e vedremo in che forma riorganizzare i dipartimenti. Ma dovremo aprire il Pd a forze sociali, territoriali, a comunità.

Faremo scelte straordinarie perché al cambiamento del governo corrisponda una rinascita della società e una nuova forma di democrazia. C’è un nuovo Pd da costruire