20/11/2018

Io credo nel dialogo e quindi nella concertazione, c’è chi la odia

Ho sempre creduto nell'utilità del confronto con i corpi intermedi, nella concertazione. C'è stato, e in parte c'è, chi si augura che questo corpo deflagri. Io invece penso che sarebbe un rischio per la Repubblica. Credo in un riformismo che cambia i rapporti di forze, e per farlo servono una società e una democrazia organizzata. Oggi abbiamo firmato un protocollo con le organizzazioni sindacali per prevenire le crisi ed essere sempre più vicini ai lavoratori


Da subito, da quando sono arrivato alla Regione Lazio nel 2013, ho sempre creduto nell’utilità del confronto con i corpi intermedi, nella concertazione. C’è stato, e in parte c’è, chi si augura che questo corpo deflagri. Io invece penso che sarebbe un rischio per la Repubblica.

Credo in un riformismo che cambia i rapporti di forze, e per farlo servono una società e una democrazia organizzata, altrimenti arriva il primo propagandista e comico di turno che entra nel ventre della democrazia come un coltello nel burro. Dire “siamo pronti a politiche di spending” vuol dire: “visto che abbiamo fatto un casino, faremo una politica di tagli”.

Io mi ribellerò con tutte le mie forze. La sottoscrizione di questo accordo avviene dunque in ore drammatiche per l’Italia: lo spread è salito a 320, c’è indecisione su tutto, tutte le grandi scelte infrastrutturali del Paese sono nel dimenticatoio per fare propaganda. È singolare perché lo scontro avviene tra le tre massime autorità di governo, che lavorano a poche stanze di distanza. Fanno la sceneggiata con l’obiettivo di far dimenticare l’allarme.

Oggi abbiamo firmato un Protocollo molto importante che disciplina le relazioni sindacali tra Regione Lazio e Organizzazioni sindacali. Rispetto al passato, si prevede la nascita dell’Unità di Sviluppo, una struttura che lavora in modo continuativo per la prevenzione di future crisi aziendali o fenomeni di delocalizzazione e per la tutela delle attività produttive e dei livelli di occupazione, anche con processi di formazione e riqualificazione professionale.

La Regione diventa così il punto di riferimento istituzionale per la difesa del tessuto imprenditoriale e mette in atto politiche di salvaguardia prima della consueta dichiarazione dello stato di crisi e favorisce processi di reindustrializzazione. L’accordo, inoltre, rafforza il ruolo della concertazione, e considera come parte integrante dell’azione del Governo regionale, il metodo del confronto, dell’intermediazione e della condivisione con le Parti Sociali.