15/10/2019

Crescita e giustizia sociale. I pilastri del Pd nella manovra del Governo

Abbiamo proposto un Piano per l'Italia basato su 3 pilastri: la riduzione delle tasse per gli stipendi più bassi, la necessità di una svolta verde e infine dai nidi alla laurea scuola gratuita per i redditi più bassi. Tutti e tre questi pilastri sono entrati nella manovra


La Direzione nazionale del Pd si è aperta con il ricordo e il raccoglimento e un minuto di silenzio per le vittime curde e per i poliziotti uccisi a Trieste. L’ho detto chiaramente, alla denuncia devono ora seguire atti concreti. Non assumere tutte le azioni per fermare la Turchia sarebbe grave. Non si può tacere nemmeno sulla grave decisione del presidente Trump di ritirare le truppe. Ma è tanto più grave il ripugnante ricatto di Erdogan di mandare i milioni di profughi in Europa.

L’Italia deve adottare una moratoria di tutte le forniture di armi alla Turchia e sollecitare i paesi europei ad uscire dall’ambiguità. Vanno prese tutte le misure necessarie, incluse azioni sanzionatorie e di embargo: l’azione della Nato, dell’Onu e della Ue fino ad ora non è stata all’altezza. La possibilità di incidere da parte della Ue sulla politica internazionale è legata alla capacità dell’unione di parlare con una voce sola.

Rispetto all’azione del Governo la scommessa è decisiva. Se falliamo fallisce la nostra prospettiva per qualche tempo, ma se vinciamo è decisivo per l’Italia. Bisogna dare al Paese una stagione di giustizia sociale. Con questo governo vogliamo costruire un’Italia più giusta, più verde, più competitiva. Un’agenda sulla quale impegnare la squadra di governo, fatta in parte di provvedimenti contenuti nella manovra, in parte di altri da calendarizzare. Tutte cose concrete, dalla digital tax al fondo per le famiglie e al diritto alla salute, con la riduzione del ticket. Una svolta che serve anche sui migranti.

Abbiamo proposto un Piano per l’Italia basato su tre pilastri: la riduzione delle tasse per gli stipendi più bassi, la necessità di una svolta verde e infine dai nidi alla laurea scuola gratuita per i redditi più bassi. Tre pilastri che sono entrati nella manovra.

Una decisa azione di governo va di pari passo anche con la necessità di un partito rinnovato. Non credo a un governo fine a se stesso; serve un partito totalmente nuovo, dopo dodici anni dalla nostra fondazione io dico basta aspettare, basta conservatorismi. È tempo di varare una nuova fase diversa e più aperta rispetto a quello che siamo. Propongo di aprire una consultazione nei territori e poi votare alla prossima assemblea nazionale un documento ‘Per un nuovo Pd’.

Rispetto alla segreteria, Zingaretti ha avanzato una proposta unitaria. Occorre una fase nuova. Credo che non siano più corrette le locuzioni “maggioranza” e “minoranza”. Una nuova stagione deve aprirsi e dobbiamo provare a rifondare il partito in maniera davvero unitaria. Per farlo dobbiamo superare gli attuali assetti e varare una nuova segreteria, mi auguro unitaria. Io rispetto il pluralismo ma sarei ipocrita se non vi segnalassi la fatica di mediare tra gruppi che su tutto ci tengono a marcare un distinguo.

Alleanze: non possiamo stare insieme solo per fermare Salvini, non possiamo stare fermi nella contemplazione di ciò che ci divide. Insieme queste due forze rappresentano il 40% dell’elettorato italiano. Questa alleanza esiste nel Paese? No ma occorre verificare se nell’azione dei prossimi mesi riusciamo a superare diffidenze e conflitti. Questo non comporterà uno snaturamento del Pd. La nostra identità è nell’idea di Paese.