03/12/2018

Edilizia ospedaliera, pronto 1 miliardo: mai tante risorse per gli ospedali del Lazio

Si tratta della più importante stagione di investimenti sull’edilizia sanitaria mai vista nel Lazio. Coinvolti non solo grandi ospedali della Capitale, come il Policlinico e il Sant’Andrea, solo per fare qualche esempio, ma anche tante strutture in tutto il Lazio. Una bella spinta anche per l’occupazione, i cantieri dell’edilizia ospedaliera porteranno nel corso dei prossimi anni lavoro per 12.500 persone


di Mauro Favale, La Repubblica, 3 dicembre 2018

L’intervento più atteso (sono esattamente 20 anni che se ne parla) è quello per il Policlinico Umberto I: oltre 220 milioni di euro per ristrutturare 17 edifici su 39, interessando la metà dei 1500 posti letto dell’ospedale fondato nel 1902. I cantieri dureranno una decina d’anni e dovrebbero partire nel 2020. Intanto, a fine anno, sarà bandita la gara per il progetto esecutivo. Poi, da lì, a cascata arriveranno gli appalti per i lavori veri e propri che rivoluzioneranno il policlinico.

Ma in quella che, l’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato definisce «la più importante stagione di investimenti nell’edilizia sanitaria» che mette sul piatto 1 miliardo di euro tra fondi statali e, in minor parte, regionali, sono coinvolti anche il Sant’Andrea (30 milioni di euro, con gara già assegnata, per interventi che riguardano, tra gli altri, il reparto di ostetricia e ginecologia), l’Ifo (32,5 milioni per realizzare il polo di Proton-terapia), il Gemelli (23 milioni), il Grassi di Ostia (55 milioni per adeguamento, ampliamento e messa a norma antisismica), il San Giovanni (16 milioni), il San Camillo (13,6 milioni), il Campus Biomedico (2,6 milioni), il policlinico di Tor Vergata (9,5 milioni), lo Spallanzani (4,2 milioni), il Pertini (9,3 milioni), il Sant’Eugenio (7,6 milioni), il Santo Spirito (4 milioni) e il San Filippo Neri (1,5 milioni).

Altre risorse, poi, arriveranno sulle province, a partire da Rieti (dove saranno destinati 100 milioni per la messa a norma antisismica del De Lellis e per la costruzione del nuovo ospedale di Amatrice) fino ai Castelli: per il nuovo ospedale sulla Nettunense, nel territorio di Miccia che verrà inaugurato il 18 dicembre, ci sono già 25 milioni a disposizione per la dotazione tecnologica. Il 30% del miliardo di euro, sbloccato grazie a una forte accelerazione sulla programmazione, servirà a pagare la manodopera.

Secondo la Regione, infatti, i cantieri dell’edilizia ospedaliera porteranno nel corso dei prossimi anni lavoro per 12.500 persone. Quello della sanità è un capitolo importante nel nuovo bilancio triennale della Regione che approderà alla Pisana nei prossimi giorni, dopo la sfiducia a Zingaretti respinta due giorni fa dall’Aula. Oltre ai fondi sull’edilizia ospedaliera, infatti, con la manovra nasce la cosiddetta “Azienda zero”, una sorta di “super Asl” dedicata a efficientare il lavoro delle aziende sanitarie sul territorio gestendo e monitorando piani di acquisto per beni e servizi, i pagamenti ai fornitori, i magazzini e la logistica.

Oltre alla sanità (in attesa dell’uscita formale dal commissariamento che dovrebbe essere ratificata tra non meno di sei mesi), nel bilancio regionale si registra l’aumento del fondo taglia tasse: si passa da 324 a 344 milioni, con quei 20 milioni in più che serviranno a ridurre di un punto (da 4,82 a 3,9) l’Irap per quasi 3500 aziende su 25 settori (dall’abbigliamento alla ceramica, dall’industria lattiero-casearia alla produzione di bevande alla farmaceutica). Il risparmio medio per le imprese quantificato dalla Regione arriverà a 5.000 euro l’anno. Confermato senza modifiche, invece, il fondo per le esenzioni Irpef (che riguarderà 2,3 milioni di contribuenti) e per le riduzioni del l’addizionale regionale (altri 500 mila contribuenti), con un criterio di progressività dai 35 mila euro ai 75 mila euro di reddito. Esclusi dalla maggiorazione saranno i soggetti con imponibile inferiore a 35mila euro, nuclei familiari numerosi, quelli con figli portatori di handicap e ultrasettantenni portatori di handicap appartenenti a nuclei familiari con un reddito fino a 50mila euro.