12/02/2019

Felice del sostegno di Giuseppe Antoci, sarà un compagno di viaggio indispensabile

Sono felice di ricevere il sostegno di Giuseppe Antoci, protagonista del nostro tempo nella lotta alle mafie e alla corruzione. Giuseppe nella dichiarazione di sostegno alla mia candidatura pone la necessità di rilanciare la lotta alle mafie che non può essere delegata solo alla robusta azione della Magistratura e delle Forze di Polizia. La lotta alle mafie deve essere una priorità dell'azione politica. Una priorità della nostra azione politica nel nome di Pio La Torre e Piersanti Mattarella che hanno pagato con la vita il loro agire politico contro la mafia


Sono felice di ricevere il sostegno di Giuseppe Antoci, protagonista del nostro tempo nella lotta alle mafie e alla corruzione. Giuseppe negli anni in cui è stato Presidente del Parco dei Nebrodi ha introdotto un protocollo di legalità con il quale è riuscito a scardinare un sistema attraverso il quale, in maniera truffaldina, miliardi di euro arrivavano nelle casse dei clan mafiosi direttamente dai fondi comunitari dell’Unione Europea. Il Protocollo Antoci che abbassava la soglia a zero per la presentazione del certificato antimafia per coloro i quali partecipavano ai bandi per la concessione di terreni demaniali nel 2017 è diventato parte integrante del Codice Antimafia e quindi legislazione nazionale. Per aver colpito gli interessi della cosiddetta “mafia dei pascoli” Giuseppe Antoci il 18 maggio del 2016 è uscito illeso da un vile agguato mafioso grazie al coraggio e alla professionalità della sua scorta.

Giuseppe Antoci nella dichiarazione di sostegno alla mia candidatura pone la necessità di rilanciare la lotta alle mafie che non può essere delegata solo alla robusta azione della Magistratura e delle Forze di Polizia. La lotta alle mafie deve essere una priorità dell’azione politica. Una priorità della nostra azione politica nel nome di Pio La Torre e Piersanti Mattarella che hanno pagato con la vita il loro agire politico contro la mafia. Una nuova strategia di contrasto deve concentrarsi sulle aree di “vulnerabilità” del sistema, nei diversi ambiti della vita economica, sociale e istituzionale chiamando a raccolta i saperi e le belle energie che in questi anni si sono formate e mobilitate con passione e generosità nelle Università, nelle scuole, nel giornalismo, nei Centri di Ricerca, nell’associazionismo antimafia, nella Pubblica Amministrazione cosi come nei lavori degli “Stati Generali della Lotta alle Mafie” promossi nella scorsa legislatura dal Ministero della Giustizia. La mafia in questi anni si è trasformata mantenendo vecchie e antiche ritualità criminali.

Dobbiamo studiarla bene nelle sue trasformazioni coinvolgendo l’opinione pubblica e soprattutto i giovani in un nuovo impegno antimafia. Il rispetto della legalità costituisce prima di tutto un valore etico e morale, un pilastro insostituibile per ogni convivenza civile e un fondamentale valore economico, in quanto condizione necessaria per lo sviluppo, la crescita e la competitività dei territori, a tutela della libertà degli operatori economici, della sana concorrenza del mercato e della buona occupazione. Se la mafia è un fenomeno di classi dirigenti, come ci ha insegnato Pio La Torre, anche la lotta alla mafia non può fare a meno di classi dirigenti forti, autorevoli, impegnati su questo fronte. Su questo dobbiamo investire molte delle nostre energie.

Ora più che mai occorre dare vita con umiltà e generosità ad un campo largo di un nuovo centrosinistra, plurale, partecipativo e inclusivo che ricostruisca le ragioni di un rinnovato impegno per l’uguaglianza, l’economia giusta e la legalità. Nel nuovo Pd che costruiremo Giuseppe Antoci così come i promotori di Piazza Grande contro le mafie saranno nostri indispensabili compagni di viaggio.