02/10/2018

Nel Lazio arriva il green manager per le aziende pubbliche e private

L’istituzione di questa nuova figura si colloca innanzitutto nell’ottica della sostenibilità ambientale e della riduzione della produzione dei rifiuti. La novità rientra nelle dieci azioni stabilite dal programma “Lazio plastic free”, promosso dalla Regione sia nelle istituzioni sia nelle grandi aziende pubbliche e private, in modo da sviluppare le best practices, accrescere l’informazione e la sensibilizzazione


di Clarida Salvatori, Corriere della Sera, 2 ottobre 2018

Prima regione italiana a dotarsene, oggi nel Lazio nascerà la figura del green manager. Come stabilito da una delibera di giunta che verrà approvata in Regione.

Ma chi è il green manager? E quali saranno le sue funzioni e peculiarità? L’istituzione di questa nuova figura si colloca innanzitutto nell’ottica della sostenibilità ambientale e della riduzione della produzione dei rifiuti, piaga ormai imperante nelle strade della Capitale. Ma soprattutto dovrà indirizzare il corretto conferimento dei rifiuti per la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali di scarto, come pure incentivare gli acquisti «verdi» e il risparmio idrico ed energetico.

«L’istituzione del green manager – spiega l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani – rientra nelle dieci azioni stabilite dal programma “Lazio plastic free”, promosso dalla Regione sia nelle istituzioni sia nelle grandi aziende pubbliche e private, in modo da sviluppare le best practices, accrescere l’informazione e la sensibilizzazione. Al fine di contrastare l’uso della plastica e incrementare il recupero e il riciclo degli scarti».

Ma green manager non ci si potrà certo improvvisare: occorrerà conoscere la legislazione ambientale e avere una formazione specifica (40 ore di lezione e 30 di elaborazione di project work), fornita gratuitamente dalla Regione attraverso l’Arpa a 60 persone entro la fine del 2019 (con un finanziamento di 50mila euro); iscriversi a un albo, che verrà istituito dalla stessa delibera di giunta; avere idee, programmare e monitorare interventi possibili, oltre che presentare dei progetti che potranno accedere a fondi regionali.

«Le prime a dotarsi di un green manager saranno le aziende regionali e le Asl, proprio per dare il buon esempio – ha spiegato ancora Valeriani -. Poi speriamo che anche tante società private si attivino in tal senso». Per chi lo farà, è prevista l’assegnazione del «Trifoglio verde», riconoscimento che verrà attribuito a quelle aziende virtuose che contribuiranno a mantenere pulite le città del Lazio.

Ipotizzabili anche agevolazioni sulla tariffa dei rifiuti, sulla scia della legge regionale che ha previsto la trasformazione – obbligatoria per tutti i Comuni laziali entro il 2020 – della Tari in Tarip (raccolta puntuale).

La Regione Lazio ha in programma poi di stanziare una cifra che si aggira intorno al milione di euro per la realizzazione dei progetti a tutela dell’ambiente da parte dei nuovi manager verdi.

Fondi che verranno assegnati in proporzione, a seconda del numero dei dipendenti e anche del tipo di rifiuti prodotti: solo per fare un esempio, è ovvio che lo smaltimento dei materiali ospedalieri non è paragonabile a quello di un’azienda che produce prevalentemente carta o plastica.