27/10/2018

Il Pd capisca gli sbagli fatti: abbiamo perso abbastanza

Abbiamo perso un referendum, le amministrative, le politiche e ancora le amministrative. Cosa altro deve accadere per decidere di cambiare rotta e mettere in campo un nuovo Partito democratico? Dobbiamo costruire un'alternativa, gli italiani con questo governo e per colpa di questa manovra stanno rischiando grosso


L’intervista di Alessandra Arachi, Corriere della Sera, 27 ottobre 2018

Ride davanti alle telecamere di #CorriereLive: «Io sindaco di Roma? Questa è una domanda che deve aver suggerito qualcuno che non vuole che io faccia il segretario del Pd».

Invece, Nicola Zingaretti, lei il segretario del Pd lo vuole fare sicuramente. Per adesso è l’unico candidato certificato, ma ce ne sono tanti in pista… «Non mi preoccupa l’affollamento perché le nostre regole parlano chiaro. E dicono che alla fine ai gazebo a febbraio arriveranno tre candidati».

Lei crede che alla fine succederà anche che qualcuno tenterà di provocare l’ennesimo rinvio del congresso del Pd? «Spero di no. Ma credo anche di no».

Cosa spera? «Che ci si renda conto degli errori fatti».

Ovvero? «Se ci penso: abbiamo perso un referendum, le amministrative, le politiche e ancora le amministrative. Cosa altro deve accadere per decidere di cambiare rotta e mettere in campo un nuovo Partito democratico?».

Ha detto che non vuole fare il sindaco, ma da dodici anni fa l’amministratore nel Lazio, con un osservatorio quindi decisamente privilegiato. Come la vede questa città oggi?  «E’ come se Roma fosse sfuggita di mano: rifiuti, buche, appalti, questioni della sicurezza. Non era mai successo».

Ne è sicuro? «Io faccio l’amministratore da tanto tempo e posso dirlo con certezza: il fatto che questa che è una città complessa sia sfuggita di mano è certamente una novità. Ma non stiamo parlando solo di una questione locale».

Cos’altro? «Trovo devastante che siano stati tagliati i fondi alle periferie e che sia stato autorizzato in maniera larga l’uso delle pistole dentro le case. E che questi governanti vogliono apparire più che essere. E poi…».

Poi? «Di solito i ministri dell’Interno sono quelli che parlano di meno e lavorano di più. Quelli che garantiscono la sicurezza delle persone».

E invece il ministro Salvini? «Salvini ha come legittimo obiettivo di fare il premier, e lo capisco. Quello che non capisco è perché i 5 Stelle siano complici e vittime di questo disegno».

Il vicepremier Di Maio ha detto che Draghi avvelena il clima… «Penso che Di Maio attacca Draghi perché ha paura che si capisca che è colpa loro che hanno sbagliato la manovra. Attaccano anche il ministro Tria per lo stesso motivo».

E invece? «Hanno impostato una manovra che serve soltanto a loro, agli interessi dei loro partiti ma non in alcun modo agli interessi dei cittadini, al bisogno di chi sta peggio».

Come può sostenere questo? «Un esempio? Da maggio a oggi gli aumenti degli interessi sul debito ci sono costata 8 miliardi in più. Otto miliardi bruciati nel debito. Lo sa cosa ci si potrebbe fare con la stessa cifra?».

Che cosa? «Assumere 15 mila insegnanti per i prossimi venti anni. E andremo sempre peggiorando».

Cosa vuol dire? «Lo abbiamo letto il Def? A pagina 7 ecco perché poi lo nascondono attaccando Draghi dicevo: nel Def hanno scritto esplicitamente che gli interessi del debito aumenteranno dello 0,1 per cento ogni anno, ovvero di 1,8 miliardi l’anno. Ci rendiamo conto di cosa vuol dire questo?»

Cosa significa? «Semplicemente che anni e anni di risparmi di questo Paese andranno in fumo. E bisogna dirlo alle famiglie degli italiani».

Cosa bisogna dire? «Che per colpa di questa manovra stanno rischiando grosso»