17/10/2018

Ripartiamo da linea politica e nomi nuovi

Rilanciare il Pd a partire dall’economia giusta attraverso un modello economico e sociale che torni a coniugare crescita ed equità e restituendo dignità alla partecipazione, sostituire l’io col gioco di squadra


L’intervista di Diego D’Amelio, Il Piccolo, 17 ottobre 2018

“Il Pd è passato da 12 a 6 milioni di voti. Abbiamo aiutato il Paese a uscire dalla crisi, ma dal 2008 a oggi sono cresciute drammaticamente le disuguaglianze e si è diffusa la percezione di una nostra assenza dai luoghi della sofferenza”. Parte da qui il rilancio del Partito democratico che Nicola Zingaretti vuole costruire attraverso la sua partecipazione alle primarie per la segreteria, in nome di quella “economia giusta” che il presidente della Regione Lazio ritiene fondamentale creare per far ripartire l’Italia e ridare senso alla proposta politica del centrosinistra. Zingaretti ne parlerà oggi alle 18 all’Hotel Savoia, in un incontro organizzato da Francesco Russo.

Cos’è l’economia giusta? Rifondare un modello economico e sociale, che torni a coniugare crescita ed equità.

Le fa piacere l’appoggio di Gentiloni e Franceschini? Prima dei nomi, costruiamo l’alternativa e non commettiamo l’errore di pensare che abbiamo solo comunicato male. Cambiare significa nuova linea politica e per farlo servono nomi e persone nuovi.

Ha definito il renzismo come “egocrazia”… No, l’egocrazia è una malattia trasversale a tutta la politica. I problemi da affrontare sono enormi e serve ridare dignità alla partecipazione, sostituire l’io col gioco di squadra.

Cosa salva e cosa boccia dei governi dem? Abbiamo modernizzato il Paese ma sottovalutato quanto i mancati trasferimenti agli enti locali, per gli equilibri di bilancio, abbiano logorato la qualità della vita dei cittadini.

Che congresso sarà? Una battaglia politica contro forze che hanno vinto le elezioni promettendo la lotta a povertà e ingiustizia, ma stanno tradendo gli italiani. Il congresso non deve essere una discussione chiusa, ma deve dare speranza a chi la cercava votando Lega e M5s.

Non avete troppi candidati? Spero solo che il congresso produca un confronto fra idee e non fra persone.

Gli appelli al congresso unitario non sono un modo di evitare il confronto? Smettiamo di litigare, ma discutiamo. Con spirito unitario ma senza unanimismo.

Quali alternative a reddito di cittadinanza e flat tax? Anzitutto, si deve evitare l’ennesimo condono che fa un regalo ai disonesti. Dubito poi che si realizzerà il reddito di cittadinanza: proposta fanatica, quando si sarebbe potuto allargare platea ed entità del Rei. Noto che intanto si sottovaluta che il piano Gentiloni ha stanziato 140 milioni per investimenti e infrastrutture: oggi non esiste programmazione. E penso che economia green e sostenibilità siano oggi l’unico modo di creare lavoro.

Si può parlare con il M5s? Di Maio e Salvini stanno diventando la stessa cosa. Diverso è non smettere di dialogare con l’elettorato cinque stelle, che non credo abbia votato per fare un condono agli evasori. Io rivendico la necessità di parlare con quell’elettorato grazie all’iniziativa politica.