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La cabina di regia sui fondi europei, per gestire al meglio le risorse

A maggio del 2013 il Lazio aveva speso meno della metà delle risorse europee a disposizione, classificandosi come l’ultima regione in Italia: con uno sforzo straordinario, ci siamo messi al lavoro fin da subito per non perdere neanche un centesimo, era un impegno che avevamo preso con i cittadini e siamo riusciti a onorarlo. La cabina di regia unica è stata un grande passo avanti nell’armonizzare in un unico disegno le risorse finanziarie europee, nazionali e regionali.


Cosa abbiamo trovato:

Quando siamo arrivati, nel 2013, abbiamo trovato una Regione paralizzata. Non solo rischiavamo di fallire, ma anche di far tornare a Bruxelles i fondi europei.  A maggio del 2013 il Lazio aveva speso meno della metà delle risorse a disposizione, classificandosi come l’ultima regione in Italia. Una vera follia, perché sono fondi che una volta persi sono irrecuperabili, tornano in Europa, e si tratta delle risorse più importanti che abbiamo. Per questo, con uno sforzo straordinario, ci siamo messi al lavoro fin da subito per non perdere neanche un centesimo, era un impegno che avevamo preso con i cittadini e siamo riusciti a onorarlo.

 

Cosa abbiamo fatto:

Abbiamo invertito la rotta fin dal primo minuto sull’utilizzo dei fondi europei: la nostra era una delle ultime regioni in Italia come capacità di spesa. Fino all’ultimo centesimo abbiamo restituito tutte queste risorse alle famiglie, alle imprese, ai cittadini, e abbiamo finanziato dopo anni un numero enorme di progetti con cui tenere vivi l’economia e il territorio. Queste risorse sono state la base fondamentale del nuovo modello di sviluppo con cui abbiamo potuto rilanciare il Lazio.

La cabina di regia sui fondi europei, per gestire al meglio le risorse. L’istituzione di questo organismo è stato un grande passo avanti nell’obiettivo di armonizzare in un unico disegno le risorse finanziarie europee, nazionali e regionali. Un esempio tra i tanti è quello sull’efficientamento energetico: i 170 cantieri, per 56 milioni della vecchia programmazione, che hanno trasformato in luoghi efficienti scuole, centri sportivi e edifici pubblici del Lazio, dimostrando quanto l’Europa possa essere vicina alle persone.

Un punto di riferimento fondamentale per l’elaborazione di tutti i principali documenti strategici: dal Documento Strategico di programmazione 2014-2018 dell’ottobre 2013 fino al piano con le 45 azioni-cardine, tutte basate su una programmazione unitaria e sull’integrazione degli interventi attraverso la combinazione di tutte le risorse disponibili: fondi regionali, statali ed europei.

Un nuovo modello di sviluppo fondato sulle opportunità dell’Europa. I risultati che abbiamo raggiunto non sono affatto casuali, ma il frutto di un’azione di governo che ha individuato nell’Europa il naturale orizzonte di sviluppo della Regione, che si è dotata sin da subito di un progetto organico per migliorare nella gestione di questa risorsa fondamentale.

La ripresa non ci sarà mai se aspettiamo che qualcuno la provochi, la dobbiamo provocare noi. L’abbiamo ripetuto fino allo sfinimento e ne siamo convinti. Tra le Regioni è iniziato un confronto molto importante, a livello europeo affinché, rispetto al futuro dell’Europa, non si metta in discussione la politica di coesione e non si pensi a tagliarla. In una fase di difficoltà come quella attuale questo rappresenta uno dei momenti di maggiore vicinanza tra istituzioni europee e cittadini: si parla di risorse, ponti, strade e formazione, tutto ciò che tocca la vita delle persone.