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Lavoratori socialmente utili: certezze e futuro per 1.344 lavoratori e per le loro famiglie

È uno dei primi grandi problemi del Lazio che ci siamo trovati ad affrontare: quando siamo arrivati, nel 2013, c’erano 1.344 lavoratori socialmente utili che rischiavano di perdere qualunque forma di sostegno al reddito. Migliaia di famiglie si trovavano in una condizione difficilissima per colpa di altri. Dal primo momento il nostro impegno è stato uno, quello di salvaguardare le persone, dando a ciascuno la possibilità di scegliere sulla propria vita e sul proprio futuro. Ora questo incubo è alle spalle.


Cosa abbiamo trovato:

Quello dei lavoratori socialmente utili impegnati negli Enti Locali del Lazio è uno dei primi problemi che abbiamo trovato al nostro arrivo, nel 2013. Una situazione drammatica: 1.344 lavoratori rischiavano di perdere qualsiasi sostegno al reddito perché la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittime le convenzioni stipulate tra la precedente Amministrazione regionale e gli enti locali in cui erano impiegati i lavoratori stessi. Migliaia di famiglie si trovavano quindi in una condizione difficilissima per colpa di altri, tanti cittadini erano stati illusi ma nessuno si era preso carico di risolvere davvero il problema della stabilizzazioni.

 

Cosa abbiamo fatto:

Fin dal primo momento il nostro impegno è stato quello di salvaguardare le persone. La questione dei Lsu è un altro esempio di come abbiamo scelto di affrontare i problemi della nostra Regione, con un unico obiettivo: il bene dei cittadini che, in questo caso, da troppo tempo vivevano in una situazione di incertezza e precarietà. Lo abbiamo fatto prima di tutto assicurando loro il reddito mensile, e poi favorendo la stabilizzazione contrattuale, con bonus agli enti locali, e prevedendo anche incentivi alla fuoriuscita volontaria dal bacino.

In particolare, i lavoratori hanno avuto la possibilità di scegliere tra due diverse opzioni:

  1. La fuoriuscita volontaria dal bacino dei lavoratori socialmente utili (LSU), con un contributo di 40 mila euro (finanziato anche per il 2018 con 2 milioni di euro).
  2. La stabilizzazione occupazionale, con un incentivo di 30 mila euro destinato agli enti locali che assumono a tempo indeterminato il lavoratore socialmente utile (anche questa misura è ancora attiva).

Per sostenere la stabilizzazione e la fuoriuscita volontaria dei lavoratori socialmente utili abbiamo investito in totale 26, 9 milioni di euro. Il bacino dei LSU è passato dalle 1.344 persone del giugno 2013 alle 507 persone del novembre 2017, facendo registrare un ?62%. Nel corso del 2017 87 lavoratori hanno scelto la strada della fuoriuscita volontaria e 96 quella della stabilizzazione. Contiamo di estinguere il bacino, e quindi di risolvere completamente questa difficile situazione che abbiamo trovato, a dicembre del prossimo anno. È una bellissima notizia, era a rischio il futuro di tante famiglie, sarebbero state licenziate centinaia di persone.