08/05/2018

La nuova legge sul diritto allo studio: mettiamo la conoscenza al centro

Vogliamo promuovere il diritto alla conoscenza, inteso come strumento di inclusione sociale, diritto di cittadinanza, partecipazione democratica e sviluppo del territorio. Lo faremo con un nuovo Ente regionale per i diritti alla conoscenza ed allo studio: il Di.S.Co., strumento di promozione ed accesso ai saperi basato su un’istruzione e una formazione di qualità accessibile a tutti così come previsto dalla nostra Costituzione


Diritto allo studio, con la nuova legge cambiamo passo mettendo studenti e cittadini al centro di un sistema integrato di azioni volte:

  • alla promozione,
  • all’integrazione,
  • alla crescita,
  • alla qualificazione

Il tutto in un quadro più ampio si sostegno della formazione, dell’alta formazione, dell’istruzione, dell’orientamento al lavoro e, in generale, della conoscenza.

Cosa abbiamo già fatto: tanti i passi avanti nei cinque anni passati. Un esempio su tutti è quello delle borse di studio: c’erano studenti che aspettavano anni per riceverle, c’erano gli “idonei non beneficiari”, che avevano i requisiti ma non le ricevevano affatto, perché non c’erano soldi – e che oggi non esistono più, perché è una figura che abbiamo abolito.  Negli stessi anni abbiamo raddoppiato il numero di percettori di borsa passando da 10.000 a più di 21.000, abbiamo aperto tre mense, inaugurato 2 nuove residenze e concesso contributi straordinari all’abitare a centinaia di studenti fuori sede. Siamo passati da fanalino di coda a prima regione in Italia per riparto del Fondo Integrativo Statale e siamo primi nel numero di borse di studio erogate.

Ecco cosa prevede la nuova legge:

  • Mettiamo la conoscenza al centro. Vogliamo promuovere il diritto alla conoscenza, inteso come strumento di inclusione sociale, diritto di cittadinanza, partecipazione democratica e sviluppo del territorio. La Regione considera in particolare la conoscenza come un sistema integrato tra scuola, università e istituti di alta cultura, formazione professionale, ricerca, innovazione ed accesso al mondo del  lavoro. L’obiettivo è incentivare un’economia della conoscenza legata allo sviluppo di tutto il  territorio regionale, anche dotando la nascente Ente delle strutture e delle competenze necessarie a gestire fondi comunitari dedicati all’alta formazione.
  • Come faremo? Con un nuovo Ente regionale per i diritti alla conoscenza ed allo studio: il Di.S.Co., strumento di promozione ed accesso ai saperi basato su un’istruzione e una formazione di qualità accessibile a tutti e che eroghi servizi per la comunità oltre che per gli studenti bisognosi e meritevoli così come previsto dalla nostra Costituzione. L’Ente regionale per il diritto alla conoscenza ed allo studio nascerà dalla trasformazione dell’ente Laziodisu secondo logiche di risparmio, efficienza, partecipazione e integrazione al fine di costruire un nuovo soggetto in grado di supportare un sistema integrato tra scuola, università e istituti di alta cultura, formazione professionale, ricerca, innovazione e accesso al mondo del lavoro.
  • Ecco come funzionerà il nuovo Ente: un Cda a 5 (Presidente, 3 membri eletti dal Consiglio regionale e uno studente) e un Direttore generale.  Il Consiglio regionale approverà il piano triennale, annualmente ne verificherà lo stato di avanzamento e periodicamente in sede di  Commissione consiliare competente per materia i rappresentanti dell’Ente riferiranno sul lavoro svolto. Per quanto riguarda le 5 Adisu territoriali, ciascuna dotata oggi di un direttore e di un comitato composto da un presidente, 2 rappresentanti degli studenti, 1 rappresentante del comune e un rappresentante della Regione, si passerà a presidi territoriali in relazione alle attività svolte gestiti da un dirigente interno all’Ente. Fra gettoni di presenza e altre prebende si prevede un risparmio di circa 500 mila euro l’anno e una maggiore efficienza.
  • L’Ente avrà inoltre fra i propri organi una Consulta regionale composta da studenti suddivisi in modo da rappresentare adeguatamente la popolazione studentesca dei poli universitari del Lazio. Ferme restando le prerogative del Consiglio regionale in ambito di programmazione triennale, relativamente al diritto allo studio universitario la Consulta formulerà proposte ed esprimerà il parere sulla adozione degli indirizzi programmatici annuali adottati dalla Giunta sentita la Commissione consiliare competente in materia.
  • Previsti anche servizi non a bando: agevolazioni finalizzate all’attuazione di programmi universitari per la mobilità degli studenti,  supporto alle attività, culturali e sportive, e ai servizi didattico- formativi delle Università, servizi per le locazioni delle strutture immobiliari, servizi di outgoing e incoming universitario sia per studenti italiani che stranieri, agevolazioni per i servizi di trasporto pubblico locale da attuarsi in sinergia con i Comuni del Lazio. Torno Subito è già un ottimo esempio di mobilità internazionale.