09/07/2019

Zingaretti riparte da camalli e cantieri: così il Pd si ritrova

All’Italia serve una nuova politica per lo sviluppo, cosa che questo governo non sta facendo, bisogna investire e abbassare le tasse sui salari medio-bassi, perché molte famiglie non ce la fanno più. Il Pd riparte dal lavoro e dalla voglia di produrre del Paese, proteggere l'Italia vuoi dire pensare a come si può costruire un nuovo modello di sviluppo


di Mario De Fazio e Matteo Dell’Amico, Il Secolo XIX, 9 luglio 2019

Le bordate contro il governo giallo-verde su immigrazione, politica industriale e anche, nella città  del Morandi, sulla revoca della concessione ad Autostrade. E una campagna di ascolto nel mondo del lavoro e delle imprese che ieri ha fatto tappa a Genova. Il segretario nazionale del Partito democratico, Nicola Zingaretti, prova a rilanciare il partito con il suo tour “Viaggio per l’Italia”: un giro in Liguria dalla fabbrica Bombardier fino ai camalli della Compagnia Unica, per finire con il cantiere navale Mariotti, l’azienda Sedapta e un incontro con i cappellani del lavoro, perché, spiega il segretario Dem, «il Pd deve stare qui, fuori dalle chiacchiere, tra le persone».

TRA I CAMALLI DELLA CULM

Di persone, però, ad accogliere Zingaretti nella sede della Culmv, a San Benigno, ce ne sono pochine. La gran parte dei camalli preferisce disertare l’appuntamento, segno delle difficoltà  dei Democratici in ambienti un tempo quantomeno ben disposti ma che negli ultimi tempi sembrano più predisposti a scegliere formazioni populiste che gli eredi del Pci. «Siamo qui anche per questo, per recuperare terreno in quelle che un tempo era no roccaforti», replica “Zinga” a chi gli fa notare l’accoglienza piuttosto tiepida dei camalli. Con lui, all’incontro con il console Antonio Benvenuti, c’è un pezzo della classe dirigente Dem ligure e genovese : i senatori Roberta Pinotti e Vito Vattuone, la deputata Raffaella Paita e l’europarlamentare Brando Benifei, il segretario provinciale Alberto Pandolfo, il consigliere regionale Pippo Rossetti, i fedelissimi della sinistra dem, il capogruppo in Regione Giovanni Lunardon e il consigliere comunale Alessandro Terrile.

«Serve uno Stato che abbia politiche industriali, gli spot e le battute e le perdite di tempo non servono a creare benessere e lavoro – spiega Zingaretti -. Serve una nuova politica per lo sviluppo, cosa che questo governo non sta facendo, bisogna investire e abbassare le tasse sui salari medio-bassi, perché molte famiglie non ce la fanno più. Il Pd riparte dal lavoro e dalla voglia di produrre del Paese, proteggere l’Italia vuoi dire pensare a come si può costruire un nuovo modello di sviluppo».

REVOCA AD ASPI? GOVERNO INFANTILE

I temi caldi dell’agenda di governo non mancano. Come la revoca delle concessioni ad Autostrade, con i Cinquestelle che spingono per togliere ad Aspi i tremila chilometri di autostrade e la Lega che, per ora, frena. E il Pd, cosa ne pensa? «Innanzitutto dobbiamo chiedere qual è la posizione del governo, perché gli slogan e le frasi ad effetto che danneggiano non tanto la società , ma chi lavora in quella società , sono un atteggiamento infantile», risponde il segretario, per poi aggiungere che «dobbiamo andare nel merito di tutte le concessioni che ci sono state per vedere se la garanzia della sicurezza e quello che era stato pattuito èstato fatto, rafforzare gli organismi di controllo e, nel merito delle valutazioni, non avere alcuna timidezza nel prendere provvedimenti. Ma l’estemporaneità con la quale un giorno un ministro dice una cosa e, il giorno dopo, un altro ministro dice una cosa assolutamente alternativa danneggia il sistema Italia ed è un danno alla credibilità».

L’IMMIGRAZIONE E LE «PAGLIACCIATE»

L’altro tema caldo è  l’immigrazione, su cui il segretario ribadisce l’importanza dell’elezione alla presidenza del parlamento europeo del Dem David Sassoli, che «ha ricordato quanto sia importante riformare Dublino, perché altrimenti tutto il resto sono delle pagliacciate – spiega Zingaretti -. Come una pagliacciata è dire che questo governo ha risolto il problema degli sbarchi. La verità è che abbiamo un governo che non ha una po litica dell’immigrazione, gli sbarchi continuano e, purtroppo, per motivi di pura propaganda, si scarica questa assenza sulla vita degli esseri umani che fuggono da una condizione drammatica. Abbiamo bisogno di politiche per l’immigrazione, di governo di flussi, di una politica estera europea nei confronti della Libia, un paese che sta esplodendo.