08/02/2019

«Mai con i 5 stelle, prendiamoci i loro voti»

«Il governo non ha un progetto di sviluppo, lo si vede dalle idee che ha sulla Tav In otto mesi ha portato la crescita allo 0,2 per cento»


Roberta Labruna intervista Nicola Zingaretti  per Il Giornale di Vicenza

Nicola Zingaretti non ha mai perso un’elezione. Va da sé che gradirebbe non accadesse proprio il 3 marzo alle primarie del Partito democratico, che lo vedono in corsa insieme a Maurizio Martina e Roberto Giachetti – per la segreteria nazionale. Ma più della sua vittoria, dice, gli preme che quel giorno vadano a votare in tanti («Oltre un milione di persone») e che sempre quel giorno esca il nome del segretario. Gli preme perché vede un’urgenza: «Costruire un’alternativa a questo governo, che ha un tallone d`Achille: non è tenuto assieme dall’interesse nazionale e non ha un progetto di sviluppo. La Tav, l’idea di bloccarla, è un esempio». Il governatore del Lazio (eletto nel 2013, confermato nel 2018), classe 1965, già presidente della Provincia di Roma, arriva a Vicenza nel pomeriggio di ieri, a poche ore dalla benedizione di Romano Prodi. Una tappa nella sede del Giornale di Vicenza prima, accompagnato dall`ex sindaco Achille Variati e dalla segreteria provinciale Chiara Luisetto, l’incontro pubblico all`Alfa hotel poi.

Presidente Zingaretti, in Veneto la Lega ha preso tanti voti e il suo programma prevedeva la realizzazione della Tav ma i 5 Stelle non la vogliono. Come se ne esce? L’elemento davvero preoccupante, lo si vede sulla Tav, ma non solo, è che il collante non è un progetto di sviluppo per il Paese ma l’odio. Il punto però è che è ridicolo pensare che il secondo Paese manifatturiero d’Europa, la settima potenza industriale del mondo, si possa governare senza un progetto di crescita. Lega e Cinque Stelle non sanno dire come l`Italia può ricominciare a produrre Pil.

I Cinque Stelle dicono che il reddito di cittadinanza spingerà il Pil. Anche il reddito di cittadinanza nasce dalla non comprensione, intellettuale prima ancora che economica, di due sfere dell`agire pubblico: una è quella che deve essere farsi carico della condizione di povertà degli individui, che è giusto, ma la seconda è quella di creare lavoro per evitare che non ci sia la condizione di povertà. Se noi non affrontiamo il secondo punto, il reddito di cittadinanza diventa di sudditanza, una condizione permanente di paura.

Secondo lei il governo rischia di cadere sulla Tav? Non solo, perché c`è un patto di potere in atto che è più forte degli interessi degli italiani. Le convenienze di partito vengono messe in primo piano. Qualsiasi governo come questo altrimenti sarebbe già stato spazzato via. Vede, stiamo parlando di un governo che in otto mesi ha portato la crescita allo 0,2 per cento, lo spread a 280, la produzione industriale al – 2,7 per cento, alla perdita di 370 posti di lavoro ogni giorno. Tutto questo senza l’accenno di una reazione. E questo proprio perché l’oggetto dello stare insieme di questo governo non è l`interesse del Paese.

Nonostante i dati economici e le divisioni continue la base di consenso del governo rimane però molto forte e voi non riuscite ad essere percepiti come un`alternativa credibile. Guardi, io sono un amministratore che parla ogni giorno con le persone e lo sconcerto che c`è oggi rispetto alle mosse del governo è immensamente superiore rispetto a quello di sette mesi fa. Lo smottamento elettorale non avviene mai dalla mattina alla sera. Io mi sono candidato proprio perché ho percepito l’urgenza assoluta di ricostruire un’alternativa credibile. E il congresso è la risposta che serve a questo Paese. Questa classe politica irresponsabile si illude di mascherare i propri fallimenti trovando ogni volta un capro espiatorio diverso, una volta gli immigrati, una volta l’Europa e così via. Ma questa è una ricostruzione che non terrà alla prova dei fatti. Noi abbiamo la responsabilità di offrire un’alternativa. A partire dal 3 marzo.

Quanti andranno a votare il 3 marzo secondo lei? Io sono fiducioso, più di un milione di persone.

Se nessun candidato raggiungerà il 50 per cento più uno, il Pd imploderà? Dobbiamo fare di tutto per evitarlo. Per questo il mio appello è rivolto a tutti coloro che amano l’Italia, perché vadano a votare. Dico di più: molto meglio un altro segretario che non sia io, ma con più di un milione di elettori, piuttosto che io faccia il segretario con 800 mila elettori. Ed è fondamentale che dai gazebo, il 3 marzo, esca il segretario. Io credo succederà.

Si o no all’ipotesi di alleanza con i Cinque Stelle? Chiariamo questo punto una volta per tutte: io non ho mai detto di voler fare alleanze con il Movimento Cinque Stelle. Anche ci fosse una crisi di governo credo bisognerebbe tornare a votare. Diverso invece, molto diverso, è commettere l’errore di pensare che gli elettori di 5S e Lega siano la stessa cosa.

Lei esclude un’alleanza con i Cinque Stelle ma guarda al loro elettorato, quindi? Sì, è un elettorato variegato e in buona parte è composto da persone che votavano per noi. A questo elettorato bisogna parlare. A meno che nel nostro partito non prevalga l’arroganza di pensare che noi abbiamo sempre ragione e la colpa è di chi non ci vota più. La mia ossessione invece è capire perché milioni di persone di hanno abbandonato e dare loro delle risposte.

In queste ore c`è polemica perché il suo manifesto per la campagna delle primarie non contiene il simbolo del Pd. Negli ultimi 12 anni di primarie non c`è stata nessuna campagna dei candidati con il simbolo. Stiamo parlando del nulla.

E invece alle prossime elezioni europee il simbolo del Pd ci sarà sulla scheda elettorale oppure no? Dobbiamo costruire il nuovo Pd non in maniera settaria, ma in maniera unitaria e aperta. Il manifesto di Calenda rappresenta una spinta positiva ad aggregare. Forme e loghi li decideremo. Prima devono venire i contenuti, le scelte politiche e la costruzione di un programma di rifondazione dell’Europa. Loro, i sovranisti, vogliono picconare l’Europa. Noi invece la vogliamo cambiare. Perché l’Italia non può esistere senza un rapporto con gli altri Paesi europei.