12/12/2018

Una Nuova Italia

L’economia giusta: un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare la crescita con l’equità in un sistema fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale e sulla qualità della vita


L’economia giusta: un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare la crescita con l’equità in un sistema fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale e sulla qualità della vita.

La sostenibilità come scelta strategica

• Inserire il principio dello sviluppo sostenibile nella Costituzione.

• Un nuovo Piano di manutenzione del territorio e delle piccole opere contro il dissesto idrogeologico.

• Favorire la transizione verso la mobilità elettrica, destinando il 50% degli investimenti in infrastrutture per la mobilità sostenibile nelle città e per il trasporto pubblico collettivo e condiviso.

• Incentivare la produzione di fonti rinnovabili e l’autoproduzione di energia per cittadini, imprese e distretti.

• Avviare un grande programma di riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati.

Un’agenda per l’uguaglianza

• 18 miliardi di euro ogni anno per i giovani. L’1% del PIL per una nuova politica per il diritto allo studio e alla conoscenza.

• Una dote attivabile al compimento dei 18 anni per finanziare un progetto formativo o imprenditoriale.

• Superare i contratti atipici, rafforzare ammortizzatori sociali e politiche attive, tutelare i lavoratori della gig economy.

• Una riforma fiscale che sostenga le famiglie con figli e i familiari a carico, introducendo un più completo e vantaggioso assegno familiare universale.

• Dobbiamo ridurre le differenze di genere nella retribuzione.

• Una legge-quadro sulla non autosufficienza.

• Una nuova Legge Quadro sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini.

• Ripristinare il Fondo nazionale per l’affitto.

Un sistema Italia per la piena occupazione e per la crescita delle imprese

• Investimenti pubblici: accelerare la spesa dei 140 miliardi già disponibili (obiettivo: +50% investimenti pubblici).

• Rafforzare il credito d’imposta per la ricerca.

• Rafforzare il credito d’imposta per la formazione.

• Favorire il dialogo tra università e imprese.

• Procedure semplificate per i rapporti con la PA e l’accesso al credito e alle opportunità finanziarie.

• Aumento dello stipendio degli insegnanti.

• Riservare il 10% dei fondi pluriennali degli investimenti pubblici
• all’edilizia scolastica.

• Un salario orario minimo legale per i lavoratori non coperti da contrattazione collettiva.

• Incentivare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

• La fiscalità sugli immobili strumentali d’impresa va alleggerita, rendendo l’IMU totalmente deducibile.

• Consolidare Impresa 4.0.

• Dimezzare l’IRES alle imprese che riducono la forbice delle retribuzioni entro il rapporto 1 a 20.

• Soglia minima del 34% degli investimenti della Pubblica Amministrazione nel Mezzogiorno.

• Gli incentivi per gli investimenti privati, a partire dal credito d’imposta, vanno consolidati.