20/09/2019

12 nuovi ostelli per i giovani nel Lazio

Con questo investimento vogliamo rendere il Lazio un luogo sempre più attrattivo dal punto di vista turistico e culturale - continua Zingaretti - incentivando azioni di partecipazione sociale dei giovani, coinvolgendoli nella definizione e nell’animazione degli itinerari, e rendendoli attori primari della valorizzazione del territorio. Dobbiamo dare spazio alle nuove generazioni, permettendo ai ragazzi di rimanere a vivere nei luoghi in cui sono nati, disincentivando la loro fuga


di Laura Larcan, Il Messaggero

IL FOCUS
Dormire in un castello? Sembrava una formula alberghiera un po’ temeraria, magari impraticabile per le tasche dei più giovani. Eppure la soluzione si è rivelata vincente. Non foss’altro che ne hanno parlato (e decantato suggestione e comfort) fior di testate internazionali. L’esperienza del Castello di Santa Severa ha fatto scuola. Alcuni ambienti riconvertiti in ostello a prezzi contenuti sono diventati un modello. E la Regione Lazio ora punta a replicarlo grazie al progetto (e relativo avviso pubblico) Itinerario Giovani finanziato con 5,7 milioni di euro, fondi delle Politi che giovanili e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo? Valorizzare i beni pubblici attivando nuovi spazi per l’ospitalità all’interno di palazzi storici di proprietà della Regione. Insomma, camere con vi- sta del tutto speciale. Gestite, da organizzazioni di ragazzi under 35: «Siamo partiti dall’esperienza pilota del Castello di Santa Severa – racconta il presidente Nicola Zingaretti – L’abbiamo riqualificato e reso accessibile a tutti grazie a un complesso museale e a un ostello dai prezzi contenuti in grado di ospitare fino a 42 persone. La prossima tappa – annuncia il governatore al Messaggero – sarà l’apertura entro l’anno di un ostello a Roma, presso l’ex ospedale Santa Maria della Pietà, ed entro il 2020 di altri undici ostelli diffusi sul territorio che offriranno non solo servizi ricettivi ma anche attività di promozione culturale e territoriale».

Si comincia con Santa Maria della Pietà, l’ex manicomio della Capitale, dove due interi padiglioni d’epoca sveleranno camere singole, doppie e triple per complessivi 130 posti. Ed è pronto l’avviso pubblico per gli altri ostelli: ogni progetto riceverà un finanziamento che coprirà per il 50% i lavori di ristrutturazione e allestimento e per il 50% le attività di promozione nella fase di lancio. Tutte le province sono coinvolte. Nel viterbese, per esempio, c’è Caprarola, dove l’ostello sarà aperto nelle ex scuderie di Palazzo Farnese, situate lungo la via Francigena, mentre ad Acquapendente sarà recuperato il casale Podernovo costruito negli anni ‘50, nella riserva naturale di Monte Ruteno.

LA MAPPA

Tre le offerte nel frusinate. Aquino sfoggia il convento di San Lorenzo fondato dai frati Minori Cappuccini nel 1560, mentre Anagni recupera il suo centro polifunzionale, e Trevi nel Lazio punta a riqualificare il complesso del Colle Mordani nel parco dei Monti Simbruini. Quattro le realtà scelte nell’hinterland di Latina. A Itri, presso la Villa laccarmi sorgerà un eco-ostello, a Gaeta sarà realizzato un ostello della gioventù in un edificio di proprietà della Ipab, mentre Bassiano coinvolge un’ex caserma e Pontinia l’ex Albergo Pontino degli anni’20. Nel reatino, sfilano l’ostello realizzato in un edificio del centro storico di Configni, e quello che aprirà in un antico asilo a Rivodutri sul cammino di Francesco.

«Con questo investimento vogliamo rendere il Lazio un luogo sempre più attrattivo dal punto di vista turistico e culturale – continua Zingaretti – incentivando azioni di partecipazione sociale dei giovani, coinvolgendoli nella definizione e nell’animazione degli itinerari, e rendendoli attori primari della valorizzazione del territorio. Dobbiamo dare spazio alle nuove generazioni, permettendo ai ragazzi di rimanere a vivere nei luoghi in cui sono nati, disincentivando la loro fuga. La creazione di questo progetto – conclude – punta a rinsaldare i valori delle comunità e a creare occupazione». Anche perché ogni ostello promuoverà attività culturali. Non solo. Il progetto prevede anche che in dieci comuni vengano aperti speciali centri di animazione culturale.