18/04/2019

Patto per la sicurezza di Roma: 2 milioni di risorse della Regione

Oggi abbiamo sottoscritto un protocollo per la sicurezza a Roma, è un altro aiuto concreto che vogliamo dare alla Capitale su temi delicatissimi. Investiamo 2 milioni di euro per contrastare il fenomeno dei roghi tossici e fermare le occupazioni abusive, ma non solo: l’altra novità è che mettiamo in rete le videocamere di Roma. Ecco un esempio di come la Regione sana aiuta Roma. L’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo


Oggi abbiamo firmato il Patto per la sicurezza con Roma Capitale e la Prefettura: contiene una serie di azioni strategiche per la sicurezza della Capitale e per tutelare la qualità della vita delle persone e dare risposte concrete alla loro legittima richiesta di sicurezza.

Non dobbiamo commettere l’errore di sottovalutare le paure e le incertezze delle persone, perché queste derivano quasi sempre da un arretramento dello Stato e da una drammatica mancanza di servizi. Gli effetti, come abbiamo visto a Roma e come vediamo in tutta Europa, possono essere devastanti.

In particolare, la Regione Lazio interviene nel Patto con tre importanti azioni, su cui investiamo circa 2 milioni di euro:

  1. Stop ai roghi tossici. Per combattere il fenomeno dei roghi tossici, aumenteremo la sorveglianza, in particolare nei luoghi più sensibili, come campi rom. La prevenzione è una delle principali strade da percorrere per evitare nuove bombe sociali come quella a Torre Maura.
  2. Stop occupazioni abusive, nel rispetto dei diritti e dei bisogni. Il Patto fa un passo in avanti anche nella lotta contro le occupazioni abusive degli immobili, attraverso maggiori controlli e interventi di sgombero, sempre tenendo conto del bisogno abitativo di Roma Capitale. Più alloggi, più garanzie perché vadano a chi ne ha davvero diritto.
  3. Videocamere in rete. Il Patto prevede la messa in rete delle videocamere di Roma: porteremo a compimento un processo già avviato, di cui la Regione Lazio è stato l’ente capofila.

Ecco perché accanto ai Patti per la sicurezza stiamo facendo un grande investimento sullo sviluppo socio-economico. La sicurezza si crea anche dando risposte ai diritti sociali, riducendo il disagio e lavorando per l’inclusione delle fasce di cittadini più esposte. Questa è la sfida che abbiamo davanti.

Ci vogliono cose concrete: più polizia, più controllo dei territori, più garanzie per la sicurezza. Le nostre città diventano più sicure quando i quartieri sono vivi, quando si investe sul sociale e sui servizi. Non certo quando si tagliano i fondi alle periferie, come ha fatto il governo. Ricordo che Salvini in campagna elettorale diceva che le prefetture andavano chiuse!