26/07/2019

Pd più forte e più unito: la Costituente delle idee coinvolgerà milioni di persone

C’è un governo che distrugge l’Italia. Noi siamo pronti per essere l’alternativa


La direzione del Pd, riunita oggi, ha approvato la relazione del segretario Nicola Zingaretti. Il documento non ha avuto voti contrari: tutti favorevoli tranne 24 astenuti.

Quando vai dalle operaie della Perla e stai due ore con le delegate sindacali o con gli ingegneri della Ducati, senza il cellulare acceso, ti accorgi di stare in un’altra dimensione. Stai da un’altra parte. La costituente delle idee coinvolgerà nella più grande discussione programmatica due, tre milioni di persone. E’ l’idea di un’altra Italia che vuole proporre e costruire. Usiamo le feste, per condurre una grande battaglia politica. Per farlo da settembre sarà inoltre disponibile una app per avviare la costruzione del partito digitale. Ogni iscritto potrà avere uno strumento in più di lotta politica.

Una delegazione ristretta è stata insediata per affrontare anche ‘ad horas’ situazioni che si potranno presentare, con il presidente, il tesoriere, i capigruppo e i vicesegretari: una squadra per dare insieme capacità di iniziativa e massima collaborazione nelle scelte, se dovesse precipitare la situazione con la crisi di governo.

Un governo che è stato protagonista di politiche fragili che su tanti temi non hanno prodotto nulla. Una strategia che alla fine ha isolato l’Italia e ha cancellato dall’agenda paese il mezzogiorno d’Italia. La fase attuale è caratterizzata da totale incertezza. Io credo che sicuramente in questa crisi, come forse non mai, hanno influito i risultati catastrofici prodotti in 13 mesi di governo. C’è una fuga dalle proprie responsabilità, ci dovrà essere il Pd ad incalzare con una nuova agenda economica in vista della manovra d’autunno. Ci sono idee già diametralmente opposte tra Salvini e Tria sull’economia. Dobbiamo stroncare l’insopportabile danza nel governo sulle proposte. Si faranno tagli alla spesa sociale o i condoni. Per il governo non c’è ancora una crisi di consenso, ma è già chiaro il fallimento del progetto politico

Come ho sempre detto noi non perseguiamo un’alleanza coi Cinque stelle. Non è nelle cose. Ma segnalo che anche questa discussione comincia a essere un po’ vecchia, perché Lega e Cinque Stelle non sono un monolite. In quel movimento convivono pulsioni e approcci, tanto è vero che quel movimento sta deflagrando, sta esplodendo sotto il peso del governo e anche per la nostra offerta a un elettorato spaesato e impaurito, che non si somma più in maniera automatica all’elettorato della Lega.

Come riconquistiamo l’elettorato ora tradito da M5S, ma che si è sentito tradito anche da noi? Non solo con la parola detta, ma come per le elezioni comunali facendo percepire che c’è una squadra che lavora assieme per un’alternativa credibile, non con il ‘volemose bene’, ma con un impianto politico. Le divergenze rimarranno, e meno male pure, in un grande partito di massa avrei paura che tutti la pensino allo stesso modo, ma in uno spirito unitario

Le ambizioni di questo governo e di quel progetto politico, se le confrontiamo coi risultati e con la condizione sociale del Paese, stanno venendo meno. Pur non essendoci la crisi del governo, siamo di fronte a un fallimento che non era scontato. Nel Paese, come dimostra il 98 per cento in più della cassa integrazione a zero ore, ma anche nelle istituzioni. C’è una degenerazione quasi eversiva, quando il ministro dell’Interno non risponde neanche per telefono al presidente della Camera. Non perché aspettiamo tra qualche ora la crisi di governo, sentiamo l’urgenza assoluta di ricostruire un pensiero politico, ridefinire la missione storica del Pd. Altrimenti ci sarà la tentazione della spallata e l’indicazione dell’uomo forte al comando, come soluzione a tutti i problemi