15/04/2020

Tre priorità per ricostruire il Paese

L’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche e sociali richiedono concretezza. Non c’è spazio per le polemiche: l’Italia è nel pieno di una battaglia difficilissima. Dobbiamo lavorare con maturità e serietà


L’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche e sociali richiedono concretezza, unità d’intenti. Non c’è spazio per le polemiche: l’Italia è nel pieno di una battaglia difficilissima. Nel nostro Paese ci sono 104.291 persone positive al COvd-19 e già 21.067 morti.

Dobbiamo lavorare all’insegna dell’unità e concordia su tre enormi priorità ineludibili, sulle quali il Governo, la maggioranza, ma anche tutte le altre forze politiche, devono dimostrare maturità e serietà.

La prima delle priorità è sconfiggere il virus. Può sembrare ovvio, ma è importante ribadire che non ci sarà nessuna vera ripartenza se prima non c’è l’assoluta sicurezza di non mettere a rischio vite umane, lavoratori, famiglie. Le misure di contenimento stanno producendo risultati. Non molliamo ora. Con l’aiuto della scienza, stiamo costruendo le condizioni per rimettere in moto l’Italia riducendo al minimo i rischi, ma è un lavoro che ogni ora e ogni giorno deve essere seguito e portato avanti.

La seconda priorità è mettere in campo velocemente ogni strumento per salvare dalla disperazione chi non ce la fa. Sono state avviate alcune importanti azioni per fronteggiare l’emergenza sociale, ma è evidente che non saranno sufficienti per fermare lo tsunami di povertà che potrà investirci a breve.

Non mi interessa il nome, ma occorrerà uno strumento universale di sostegno e lotta alla povertà per milioni di persone che si troveranno in pericolo, così come una battaglia per la povertà educativa.

Terza priorità lo sviluppo, le imprese, il lavoro. Per essere all’altezza di questa immensa prova dobbiamo pensare a strumenti straordinari, a una visione e continuare a scommettere e spingere l’Europa ad essere più ambiziosa.

Per riaccendere l’economia, stare vicini alle imprese e ai lavoratori in difficoltà e alle famiglie abbiamo bisogno di un’Europa forte e protagonista, non di picconatori che vogliono distruggerla lasciandoci più soli e più deboli.

Bene ha fatto il governo italiano a battersi, con risultati importanti: il superamento del Patto di Stabilità, la maggiore flessibilità sui bilanci, il grande Piano Acquisti della BCE da oltre 1000 MLD, le proposte che l’Eurogruppo ha consegnato al Consiglio Europeo. Continuiamo a far sentire la voce dell’Italia; come hanno fatto il Presidente Conte e i nostri ministri, insieme a tanti altri Paesi, per un nuovo protagonismo europeo, valorizzando le novità che anche grazie all’iniziativa italiana sono state introdotte e strumenti che possono essere preziosi per ripartire.

Infine, è il tempo di immaginare un nuovo orizzonte per il nostro futuro. Benissimo la formazione della Commissione Colao: ci serve un cervello collettivo che faccia da catalizzatore delle idee migliori del Paese.

Occorre lavorare da subito alla ridefinizione del sistema produttivo italiano e a un poderoso piano investimenti all’insegna dell’innovazione del digitale della sostenibilita’. Riprogettare l’Italia per consentire al Paese di ripartire più semplice, più giusto, più competitivo.

Perché ciò sia possibile, bisogna rafforzare la collaborazione e l’unità del Paese. Per questo è importante che la commissione Colao abbia un ruolo centrale e fattivo. Una commissione autorevole e terza, che ci aiuterà a costruire un piano puntale e solido per l’Italia dopo il Coronavirus, da cominciare a realizzare oggi, subito.

Le priorità sono queste e il PD valorizzerà sempre il “noi”. Il “noi” di un Paese che vuole uscire dall’incubo, e non l’”io” dell’egoismo del particolare che ci porterebbe inevitabilmente a fallire.