24/07/2019

Viaggio per l’Italia: terza tappa in Emilia Romagna

Dopo le prime due tappe in Campania e Liguria oggi sono stato in Emilia Romagna per una nuova tappa del mio Viaggio per l’Italia. Sono partito da Bologna e da un posto importante come è quello delle cucine popolari. Seconda tappa di oggi a Borgo Panigale, alla Ducati, che è un orgoglio italiano e un’eccellenza mondiale. Dopo la Ducati con le operaie della Perla di Bologna in lotta contro i licenziamenti. C’è un'Italia che soffre che Salvini e Di Maio hanno dimenticato. Siamo qui per solidarietà e per dire che c'è un'Italia che non ce la fa. Di questa Italia nessuno se ne occupa perché nessuno ne vuole parlare e noi diciamo che questo è inaccettabile


Dopo le prime due tappe in Campania e Liguria oggi sono stato in Emilia Romagna per una nuova tappa del mio Viaggio per l’Italia.

Sono partito da Bologna e da un posto importante come è quello delle cucine popolari, dove ogni giorno le volontarie e i volontari preparano migliaia di pasti per i bolognesi più poveri. Oltre a essere un grande luogo della solidarietà per me questo è un vero e proprio simbolo dell’Italia che abbraccia chi ha bisogno di una mano. Si parla tanto, fin troppo, dei nemici da odiare, ma non è così che si risolvono i problemi. Io ne sono convinto ed è per questo che voglio unire le persone che si danno da fare per rendere il nostro Paese un posto migliore per tutti. Sono questi i luoghi dove viene voglia di fare la bella politica.

Seconda tappa di oggi a Borgo Panigale, alla Ducati, che è un orgoglio italiano e un’eccellenza mondiale. Qui ho trovato anche un ottimo esempio di formazione continua che funziona, ho incontrato tanti giovani che completano il loro percorso di studio in Ducati, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Questa fabbrica è la dimostrazione che è possibile competere nel mondo mantenendo la produzione in Italia.

Dopo la Ducati con le operaie della Perla di Bologna in lotta contro i licenziamenti. L’Italia che Salvini e Di Maio ignorano. Siamo qui per accendere i riflettori di tutti i mass media italiani rispetto a quanto sta succedendo in questa fabbrica perché nessuno si può permettere di mandare all’improvviso 126 lettere di licenziamento senza dare giustificazione. Se qualcuno pensa che la vertenza de La Perla rimanga una vertenza locale o si sviluppi nel silenzio ha sbagliato. Faremo di tutto per accendere i riflettori sulla battaglia delle donne di questa azienda. Siamo qua per dire che tutte le lavoratrici di questa azienda non saranno sole perché fino alla fine lotteremo per il diritto al lavoro.

C’è un’Italia che soffre che Salvini e Di Maio hanno dimenticato. Siamo qui per solidarietà e per dire che c’è un’Italia che non ce la fa. Di questa Italia nessuno se ne occupa perché nessuno ne vuole parlare e noi diciamo che questo è inaccettabile.