08/07/2019

Viaggio per l’Italia: seconda tappa in Liguria

Oggi in Liguria per la seconda tappa del Viaggio per l’Italia cominciato lunedì scorso in Campania. Tra le persone, tra i lavoratori: ecco dove dobbiamo stare. Chiamiamo a raccolta l'Italia migliore e costruiamo insieme un piano per il Paese. Lo facciamo con gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, i lavoratori, quell'Italia che ha bisogno di un progetto per non morire. L'unica alternativa a Salvini siamo noi


Lunedì scorso sono stato in Campania per la prima tappa del mio Viaggio per l’Italia: oggi, invece, sono stato in Liguria. Il Partito Democratico torna dove deve stare, nelle strade, nelle fabbriche, dove si lavora, si produce; dove c’è crisi e dove ci sono eccellenze che crescono nel mondo. Dobbiamo stare vicini alla vita, questa è la politica per me. Fuori dalle chiacchiere, tra le persone.

La prima tappa di oggi è stata a Vado Ligure, in provincia di Savona. Sono stato alla fabbrica Bombardier, che produce locomotive e che sta attraversando un momento di crisi. Era importante essere lì con tanti lavoratori, dobbiamo fare di tutto per rilanciare l’industria in Italia. Gli altri Paesi hanno idee molto chiare, così come le multinazionali. A noi serve una strategia concreta, da costruire insieme, ascoltando aziende e lavoratori sui territori.

A Genova ho incontrato i portuali della Culmv, dove ho ribadito il nostro impegno per tagliare le tasse ai lavoratori con salari medio-bassi e per garantire sempre di più ovunque maggiore semplificazione e meno burocrazia; investimenti in innovazione, formazione e conoscenza. Di questo abbiamo bisogno oggi in Italia, di politiche industriali serie per proteggere e rilanciare le nostre eccellenze produttive.

Dobbiamo ripartire dal lavoro e dalla voglia di produrre di questo Paese. A nessuno viene in mente un provvedimento fatto dal governo gialloverde a sostegno delle politiche industriali. L’Italia va protetta e difesa pensando a come si possa costruire un nuovo modello di sviluppo. Bisogna tornare a investire. Serve uno Stato che abbia delle politiche industriali perché gli spot, le battute non servono a creare benessere, lavoro e sviluppo.

L’alternativa a Salvini siamo noi. Non esiste alternativa a Salvini che non passi per il Partito Democratico e per la costruzione di una grande alleanza con le persone. Noi non vogliamo vincere questa sfida di giochi di palazzo negli scontri di corrente, ma richiamando a raccolta l’Italia migliore, che produce e dire: “insieme costruiamo un piano per l’Italia”. Si comincia sabato con l’assemblea nazionale e fino a novembre quando a Bologna lanceremo il  grande programma per l’alternativa, avendo ascoltato gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, i lavoratori, quell’Italia che ha bisogno di un progetto per non morire.