29/10/2018

A Magliana un centro per le donne vittime di violenza nel villino confiscato a una trafficante

Nella liberazione e nel riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità c’è il cuore della battaglia dello Stato contro la criminalità: non basta la repressione, non bastano le ruspe. Questo villino alla Magliana, a Roma, apparteneva a una trafficante internazionale di droga, diventerà un centro per donne vittime di violenza o che hanno bisogno di essere tutelate. È un altro bel progetto del Lazio, che vuole dimostrare che la mafia si può sconfiggere, i beni confiscati tornare alle persone


Questo villino alla Magliana, a Roma, apparteneva a una trafficante internazionale di droga, diventerà un centro per donne vittime di violenza o che hanno bisogno di essere tutelate. È un altro bel progetto del Lazio, che vuole dimostrare che la mafia si può sconfiggere, i beni confiscati tornare alle persone. Parte un bando per tutte quei comuni e quelle associazioni che vogliono prendere in gestione beni confiscati alle mafie. Continuiamo a sostenere in modo concreto associazioni, comuni, cittadini, che associandosi vogliono prendere in gestione beni confiscati. Azioni concrete e poche chiacchiere, è questo il nostro modello per combattere l’emarginazione.

Parte un bando da 500 mila euro per tutti quei Comuni e quelle associazioni che vogliono prendere in gestione
beni confiscati alle mafie. Nel 2019 rifinanzieremo associazioni, Comuni, cittadini, che associandosi vogliono
prendere in gestione beni confiscati, perché nessuno lo dimentichi: le mafie chiudono spazi di libertà e noi li vogliamo riaprire nel Lazio, insieme ai cittadini e ai Comuni che ci mettono l’anima come noi.

Nella liberazione e nel riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità c’è il cuore della battaglia dello Stato contro la criminalità: non basta la repressione, non bastano le ruspe. Serve accompagnare il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura contro i fenomeni criminali con la costruzione di servizi per le persone, soprattutto per quelle più deboli o in difficoltà, soprattutto nelle zone del disagio.