06/02/2019

Zingaretti: «Voglio un Pd forte e unito per battere l’odio della Lega»

«Voglio un Pd forte, aperto, unitario. Il governo non cala nei sondaggi? Non è che dobbiamo arrenderci. Facciamo politica perché Lega e M5S calino». «Lottando per difendere la democrazia contro l`idea che la maggioranza comanda a prescindere dalle leggi e dai diritti degli altri, per diminuire le disuguaglianze e per un nuovo modello di sviluppo da proporre agli italiani».


Enrico Mirani per Il Giornale di Brescia

Piazza Grande, il giro di Nicola Zingaretti per l`Italia in vista delle primarie del 3 marzo, fa tappa a Brescia. Auditorium degli Artigianelli pieno per ascoltare il vincitore delle elezioni fra gli iscritti perla corsa alla segreteria Pd (con il 47% dei voti a livello nazionale, il 37% a Brescia). Presentato da Angelo Bergomi e dall’on. Marina Berlinghieri che appoggiano la sua candidatura, Zingaretti risponde alle sollecitazione del vice caporedattore del Giornale di Brescia, Massimo Lanzini. «Salvini e Di Maio godono della fragilità della democrazia», attacca il presidente della Regione Lazio. «Per questo voglio un Pd nuovo, i cui militanti si impegnino nella società per rigenerare la democrazia e la partecipazione. Basta con l`illusione del partito del leader, non funziona. Le alleanze vere, forti, quelle che fanno vincere le elezioni vanno costruite tenendo viva la società».

Progresso. Come sta l`Italia in questo momento? Zingaretti, dalla sua Piazza Grande, «vede un Paese che vive momenti di incertezza. C`è grande aspettativa verso Lega e M5s, una parte larga del Paese spera ce la facciano». Un`altra parte «è talmente arrabbiata che pensa che il più forte debba vincere sul più debole. Sono quelli che dicono basta alle democrazie liberali, pensano che la maggioranza è tutto». Lega e Cinquestelle, dice, «sono pericolosi, ma in maniera diversa. Non desidero alleanze con il M5s, ma non possiamo regalare a Salvini il 60% dell`elettorato. Il M5s ha pulsioni diverse dalla Lega, dobbiamo riconquistare a un`idea di progresso grande parte del nostro elettorato che ha votato i Cinquestelle».

Fiducia. Si deve guardare oltre i sondaggi, sottolinea Zingaretti. «Ci sono due novità negli ultimi otto mesi. La prima: Salvini ha trasformato la Lega in partito nazionale. Facendo così racimola voti, ma l`unico suo elemento identitario è diventato l`odio, la rabbia, che però non creano lavoro». In questi «mesi l`Italia si è fermata, la produzione è scesa, si perde lavoro. Non ci sono investimenti sul rilancio del Paese. La vera novità di questi mesi è il crollo della fiducia interna e degli altri Paesi verso l`Italia». Ciò significa, ribadisce il governatore del Lazio, «che si apre lo spazio politico di un partito che non solo denuncia, ma costruisce una alternativa. Con tanta umiltà dobbiamo ritessere il rapporto con gli italiani, per un`altra ipotesi di sviluppo. Servono grandi alleanze sociali e culturali per costruire barriere contro l`odio, far crescere il Paese, produrre ricchezza nel segno dell`equità e della giustizia». Il 26-27 maggio si voterà per l`Europa. «Fuori da essa l`Italia non ha futuro. I sovranisti sono i peggiori nemici del nostro Paese. Come possiamo pensare di competere da soli con Cina e Stati Uniti nella ricerca e nell’innovazione?». L`Europa, tuttavia, va rinnovata: «Dobbiamo chiedere che sia più democratica (sono per gli Stati uniti d`Europa con elezione diretta del presidente) e più integrata». Sul piano elettorale Zingaretti dice sì aduna grande alleanza riformista. Ma il Pd deve presentarsi all`appuntamento rigenerato. « Il 3 marzo, alle nostre primarie, abbiamo bisogno che centinaia di migliaia di italiani vadano a votare: deve essere un segno di speranza. Il Pd deve diventare una grande forza che lotta per la democrazia, contro le disuguaglianze, per un nuovo modello di sviluppo». Un`ultima battuta sulle primarie: «Vanno bene, quello non va bene è che si litighi fra noi».