Sono una persona che ha attraversato la politica non come un mestiere di parole, ma come una sequenza di responsabilità. Ho svolto ruoli di governo e di rappresentanza che mi hanno misurato con decisioni concrete: sono stato Presidente della Regione Lazio, ho guidato il Partito Democratico come segretario nazionale, e oggi porto questo impegno nel Parlamento europeo, anche con la responsabilità di capodelegazione. In questi passaggi ho cercato una coerenza: tenere insieme l’idea di una comunità e la fatica del governo, la necessità di decidere e il dovere di spiegare. Ho imparato che le istituzioni non sono un fondale, ma un patto: richiedono serietà, cura dei dettagli, rispetto delle persone e del lavoro di chi ogni giorno regge i servizi pubblici, spesso lontano dai riflettori. Sono nato a Roma, e a Roma ho imparato una lezione semplice: le città, i quartieri, le vite reali non chiedono propaganda, chiedono presenza. Nella dimensione personale resto legato a ciò che non fa rumore ma tiene in piedi le giornate: le relazioni, l’ascolto, la disciplina di studiare i problemi prima di giudicarli. E la convinzione, ostinata, che la politica valga solo se riesce a migliorare la vita di qualcuno, senza umiliare nessuno.

Cosa faccio

Oggi svolgo il mio impegno politico nel Parlamento europeo, dove lavoro perché l’Unione torni a essere uno spazio di decisione democratica e non soltanto di regolazione economica. Mi occupo di politiche che incidono sulla qualità della vita delle persone: il lavoro, la sanità, la coesione sociale, la transizione ecologica. Il mio lavoro è orientato a rafforzare un’Europa capace di proteggere, di ridurre le disuguaglianze tra territori e generazioni, di governare le grandi transizioni senza lasciare indietro nessuno. Credo in un’Europa che non si limiti a reagire alle crisi, ma che sappia anticiparle con politiche pubbliche solide e una visione di lungo periodo.

Cosa ho fatto

Oggi svolgo il mio impegno politico nel Parlamento europeo, dove lavoro perché l’Unione torni a essere uno spazio di decisione democratica e non soltanto di regolazione economica. Mi occupo di politiche che incidono sulla qualità della vita delle persone: il lavoro, la sanità, la coesione sociale, la transizione ecologica. Il mio lavoro è orientato a rafforzare un’Europa capace di proteggere, di ridurre le disuguaglianze tra territori e generazioni, di governare le grandi transizioni senza lasciare indietro nessuno. Credo in un’Europa che non si limiti a reagire alle crisi, ma che sappia anticiparle con politiche pubbliche solide e una visione di lungo periodo.