L’Europa al bivio digitale: al Parlamento Europeo la «Magnifica Humanitas»

Articolo Avvenire 13.10.26

Mentre le istituzioni europee sono nel pieno del dibattito sul complesso pacchetto di regolamenti per il mercato digitale e l’intelligenza artificiale, il prossimo 14 ottobre, a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo presenteremo con Monsignor Paul Tighe l’enciclica di Papa Leone XIV , «Magnifica Humanitas».

L’enciclica è un testo potente, Papa Prevost si è assunto la responsabilità di offrire una visione. Ora sarebbe drammatico e sbagliato fare finta di nulla e girarsi dall’altra parte.

Per questo vogliamo fare la nostra parte e offrire a decisori politici che stanno ragionando su come affrontare il futuro, una bussola etica, un indirizzo di grande forza, per orientare queste decisioni alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. 

L’enciclica arriva simbolicamente nel 135° anniversario della Rerum Novarumdi Leone XIII. L’opera che collocò la Chiesa nel tempo della rivoluzione industriale, nei suoi conflitti mettendo al centro dello sviluppo la persona e la sua dignità.

Il testo di Papa Leone XIV affronta l’avvento dell’Intelligenza Artificiale e delle grandi piattaforme non come una semplice evoluzione tecnica, ma come una vera e propria rivoluzione industriale e antropologica.

Per questo motivo il Papa lancia un monito chiaro che l’Europa ha il dovere di raccogliere: la tecnologia non è neutrale. Se lasciata unicamente alle dinamiche del profitto, rischia di ridursi a un “paradigma tecnocratico” volto a sottomettere il lavoro alla macchina e a concentrare ricchezze smisurate nelle mani di pochissimi oligopoli privati. 

Tra i passaggi più forti e condivisibili dell’enciclica, infatti, spicca la necessità di un controllo pubblico e di un codice etico condiviso sulle infrastrutture digitali strategiche: i dati e gli algoritmi che muovono le nostre società non possono essere proprietà esclusiva di imperi privati transnazionali. Devono, invece, sottostare a una governance pubblica che ne garantisca l’uso per il bene comune, la giustizia sociale e la tutela dei lavoratori più vulnerabili.

L’incontro del 14 ottobre, dunque, che già nel numero delle prenotazioni si preannuncia molto importante, vuole stimolare la politica continentale a non limitarsi a freddi regolamenti di mercato. L’Unione Europea deve piuttostopromuovere un vero umanesimo tecnologico con, ripeto, obiettivi e indirizzi chiari su cui confrontarsi. 

Fermare il monopolio tecnologico per impedire nuove forme di colonialismo digitale e sfruttamento nascosto. Custodire la dignità del lavoro, affinché la persona non sia mai ridotta a un mero dato statistico o a una funzione di algoritmo. Disarmare l’IA, rifiutando categoricamente l’uso di sistemi automatizzati letali nei conflitti e la logica della pura forza.

L’Europa, che storicamente ha edificato le proprie democrazie sul valore intangibile della persona, si trova oggi davanti a un bivio epocale, magnificamente descritto dal Papa: scegliere se innalzare una nuova autosufficiente Torre di Babele tecnologica o edificare una comunità fondata sulla cura e sulla fraternità. Sarà dunque un’opportunità per ricordare ai legislatori che il progresso è reale solo se rimane a servizio dell’uomo.

Nicola Zingaretti