Abbiamo difeso la costituzione. Ora attuiamola
Domani 4.04.2026
Onorevole Nicola Zingaretti, con le discussioni a sinistra su primarie sì o no, non state disperdendo il successo del No al referendum?
Non credo. Chi dà segnali di crisi profonda è la destra. Quanto a noi, il nostro obiettivo è chiaro. L’Italia con vittoria del No ha difeso la Costituzione, e non era scontato. Ora noi abbiamo il dovere di attuarla perché in troppe parti non è realizzata, e questo produce spesso disincanto e delusione. La nostra missione è dare vita a una nuova alleanza, indicare politiche per attuare i principi e valori nei quali gli italiani credono. Occorre una “ricostituzione italiana” per ricreare speranza. A noi sta il compito di chiamare l’Italia a capire come realizzarla, e vincere.
Ma fin qui avete risposto parlando di primarie. Basta?
Alle primarie può andare un’alleanza che condivide un obiettivo e una proposta di governo. E quest’alleanza ancora non c’è. Per questo ora occorre un salto di qualità, riscoprire l’empatia e la solidarietà delle opposizioni, che devono unirsi non solo “contro” la destra ma per un’alternativa. Lo spazio c’è ed è immenso. Vogliamo che gli italiani stiano bene, vivano sicuri e abbiano un futuro. La destra lo ha promesso ma ha fallito. Ora tocca a noi avanzare una proposta.
Lei crede che Elly Schlein rischi di perdere le primarie?
Non lo credo, francamente. E non è il tema di questi giorni. Il tema è rafforzare visione, contenuti e missione comune che facciano sentire tutte e tutti a casa e protagonisti. A prescindere da chi guiderà la coalizione.
Cioè serve un tavolo del fronte progressista. Ma perché fino a qui avete sempre rimandato?
Io sono da sempre e notoriamente uno strenuo difensore della cultura unitaria. E per questo ho pagato anche un prezzo quando andava di moda il “pochi ma buoni”. Ma sono felice che dopo l’era delle scissioni, la disfatta del 2018 e quella del 2022, tutti ora scommettono sull’unità. Ma l’unità, e aggiungo l’apertura, non possono essere un feticcio, sono una condizione indispensabile per muoversi insieme. Serve una sinistra con la testa nel futuro. Dopo anni di subalternità abbiamo finalmente capito che il nostro ruolo è e deve continuare ad essere quello dei garanti della difesa della dignità umana. E promotori di un nuovo modello di sviluppo al servizio della persona e del pianeta. Bene: allora dobbiamo trovare risposte sul come questo si realizza, oggi, nel tempo in cui il nuovo tecnocapitalismo rifiuta compromessi sulla ridistribuzione della ricchezza, sulla difesa delle regole della democrazia, e aggredisce l’Europa perché garante di principi universali. Siamo stati protagonisti della rivoluzione industriale non lo siamo della rivoluzione digitale e dell’Ai che cambia non solo il modo di produrre ma la cultura, i consumi le relazioni sociali le relazione tra persona e il mondo. In tanti producono ricchezza per pochissimi, la democrazia e i principi di uguaglianza sono già quotidianamente violati.
Sono temi da tavolo del programma?
Ben vengano i tavoli, ma forse avremmo bisogno di una sorta di Stati generali del futuro perché l’umano non sia sopraffatto. La sinistra è come l’araba fenice, sembra che muoia ma risorge quando riesce a trovare il modo di riscattare l’umano.
Dall’altra parte, la destra sembra in crisi. Lo è davvero?
La destra egemone in questo momento della storia è più liberticida che liberale. Pensa che il problema sia abbattere le regole e valori condivisi del dopoguerra. Ecco perché la vittoria del No è stata una svolta. Ha colpito un pilastro ideologico della destra italiana: comandiamo noi e ora a colpi di maggioranza riscriviamo valori e regole Costituzionali. L’elenco è noto: autonomia differenziata che colpisce il principio di uguaglianza, il premierato che aggredisce l’equilibrio dei poteri democratici e la manovra sottoposta a referendum. Ma in democrazia si governa, non si comanda, gli italiani lo hanno deciso il 2 giugno 1946 con quella straordinaria vittoria della Repubblica. E le ragazze e i ragazzi di oggi, protagonisti assoluti della vittoria di questo referendum, hanno raccolto quel testimone, con un protagonismo meraviglioso. Solo gli stolti non lo avevano capito. Ora, di quattro anni di governo, alla destra resta ben poco da valorizzare.
Le dimissioni forzate dopo la sconfitta referendaria, adesso il caso Piantedosi, tutto interno alla maggioranza. Cosa sta succedendo alla destra italiana?
In primo luogo, tutti i nodi vengono al pettine. Per mesi, con arroganza, hanno difeso l’indifendibile come se lo Stato fosse una cosa loro. E poi ora si illudono di trovare capri espiatori per non affrontare o nascondere il fallimento dell’esperienza di governo. Hanno vinto parlando alla rabbia e cavalcando le paure, le hanno aumentate. Hanno fatto tornare in auge l’arbitrio. La verità è l’inflazione, la guerra, la chiusura delle fabbriche e l’insicurezza che deriva da salari bloccati, l’aumento delle tasse al ceto medio, la sanità a pagamento. La crisi demografica è figlia di quest’assenza di percezione di un futuro degno, che ormai è il problema principale che abbiamo. Quindi non illudiamoci neanche noi, anche la critica più giusta e radicale a questa destra non basterà senza una proposta di Italia nuova, protagonista del rilancio dell’Europa.
Meloni e il suo ruolo in Europa?
Lo dissi mesi fa, la narrazione di essere la ” pontiera” con Trump o la garante di un rapporto era un bluff. E’ la rappresentante di una destra complice del boicottaggio dell’Europa unico argine alle sopraffazioni del pensiero Maga. Questo è l’opposto del patriottismo perché come non mai gli interessi dell’Italia coincidono con quelli di un Europa ancora più integrata, forte e unita. Oggi non è così , ma è finalmente evidente che il problema non è l’Unione ma la destra nazionalista che l’Europa la vuole distrugge. Su questo Meloni si muove in discontinuità anche con la storia di Berlusconi, avversario politico , ma che ancoro’ Forza Italia nella storia del PPE. Forse il Berlusconi che deride Meloni e Salvini al Quirinale non era un gioco ma un allarme su che tipo di destra stava arrivando
