22/10/2018

Oggi alla Sapienza per continuare a lavorare al distretto delle tecnologie applicate ai beni culturali

Il Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni culturali e alle attività culturali è il cuore pulsante della nostra strategia per unire innovazione, tecnologia e fruizione del bene culturale: nasce infatti un grande Politecnico della Cultura del Lazio che costituirà la più importante aggregazione di know how nel settore a livello europeo


Oggi alla Sapienza. insieme a tantissimi ricercatori e protagonisti del mondo delle università del Lazio, per continuare a lavorare al distretto delle tecnologie applicate ai beni culturali. Una vera e propria rivoluzione che parte dal Lazio: 41 milioni su ricerca, scienza e università. Sarà uno dei progetti più interessanti e innovativi di questo genere in Italia e in Europa. Perché un nuovo modello di sviluppo non si costruisce con le chiacchiere, ma con azioni e investimenti concreti

In prima linea nella sfida del distretto tecnologico. Tecnologie e cultura non devono andare separate, noi ci lavoriamo da molto tempo, siamo stati tra i primi in Italia a crederci, già ai tempi della Provincia di Roma, con il progetto del Museo multimediale di Palazzo Valentini. Riteniamo fondamentale restituire centralità al settore della ricerca, alle università e alle tecnologie per produrre innovazione e contribuire alla costruzione di un’economia più forte e dinamica intorno ai valori della cultura e della bellezza.

Fare sistema mettendo insieme tecnologie e bellezza. Dobbiamo mettere in campo un piano diffuso per unire il capitello e i bit, il sito archeologico e le startup. Questa contaminazione tecnologica può far scaturire una rivoluzione del sistema Paese.

Vogliamo essere protagonisti di questa sfida fondamentale per l’innovazione. Uno dei progetti centrali è proprio

Il Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni culturali e alle attività culturali è il cuore pulsante della nostra strategia per unire innovazione, tecnologia e fruizione del bene culturale. Abbiamo presentato il DTC a giugno scorso assieme al Mibact e al Miur: su questo asse così importante c’è un investimento complessivo di 41,7 milioni, 20 da parte della Regione Lazio.

Oggi nasce il cervello del Distretto Tecnologico Culturale (DTC), un tassello fondamentale per la realizzazione del progetto. Nasce infatti un grande Politecnico della Cultura del Lazio che costituirà la più importante aggregazione di know how nel settore a livello europeo, composto dall’anagrafe delle competenze e da una scuola di alta formazione per la realizzazione dei progetti.

Il progetto, finanziato con 6 milioni di euro, è il centro di eccellenza del DTC e raggrupperà, con La Sapienza capofila, 8 tra i principali organismi di ricerca del settore “tecnologie per i beni e le attività culturali del Lazio”: le università di Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia e Cassino, e i grandi Enti scientifici Cnr, Enea e INFN, oltre alle associazioni Imprenditoriali: CNA, Federlazio, Lega Coop, Unindustria.

Avviato il 2° grande intervento del nuovo DTC (23,2mln). Parallelamente, va avanti il bando da oltre 23mln di euro per migliorare la fruizione del patrimonio culturale del Lazio, attraverso progetti e soluzioni innovative e tecnologiche proposte da proprietari e gestori degli istituti e dei luoghi culturali. Sono già arrivate 215 domande che stiamo vagliando con un nucleo di valutazione. Entro febbraio finanzieremo i progetti esecutivi.