18/07/2022

Lazio: +5% del punteggio nelle graduatorie dei bandi per i Comuni che promuovono parità di genere

Garantire e rafforzare la parità di genere nelle giunte dei Comuni del Lazio è il principale obiettivo delle linee di indirizzo del Protocollo d'Intesa tra Regione Lazio e l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani del Lazio approvate dalla Giunta regionale del Lazio.


 

Garantire e rafforzare la parità di genere nelle giunte dei Comuni del Lazio, è questo il principale obiettivo delle linee di indirizzo del Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani del Lazio approvate dalla Giunta regionale del Lazio su proposta dell’Assessore all’Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità, Enrica Onorati, di concerto con l’Assessore al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa, Valentina Corrado e l’Assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione, Personale, Claudio di Berardino.

Come Regione sosteniamo da sempre la partecipazione attiva delle donne alla vita politica e amministrativa nel nostro territorio, e lo facciamo con azioni capaci di incidere realmente nelle dinamiche tese al pieno raggiungimento della parità di genere. In questo caso abbiamo scelto di puntare su uno strumento premiante le “Certificazione di genere”, che attribuisce una maggiorazione del punteggio, fino al 5%, ai fini della formazione della graduatoria finale dei bandi regionali. Quindi uno strumento capace di premiare le amministrazioni più virtuose, garantendo un vantaggio competitivo rispetto alle amministrazioni non in regola con i criteri fissati dalla normativa Nazionale.

 

Per poter ottenere la certificazione i Comuni del Lazio dovranno dimostrare di rispettare i criteri fissati dal Protocollo: nella composizione dell’organo di Giunta ciascuno dei due sessi non può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento e aver provveduto alla costituzione del CUG. Ai Comuni che oltre alla certificazione di genere o al possesso comprovato dei requisiti indicati dimostrino che ciascuno dei due sessi non è rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, nelle unità di personale che riveste funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente, nonché nei consigli d’amministrazione delle società controllate dall’ente; e di adottare il bilancio di genere, quale strumento diretto ad analizzare il diverso impatto sulla condizione di donne e uomini in ogni settore di intervento, possono essere attributi punteggi aggiuntivi rispetto a quelli già attribuiti con la Certificazione di genere, fino ad un ulteriore del 5%, sempre ai fini della costituzione della graduatoria finale dei bandi pubblici regionali cui partecipino per ottenere finanziamenti.

All’Associazione nazionale comuni italiani del Lazio (ANCI Lazio) viene affidato il monitoraggio e la relazione, con cadenza biennale, della composizione delle giunte comunali da trasmettere alle strutture regionali degli enti strumentali e delle società controllate che gestiscono gli avvisi e i bandi.